Dei sensi.
Gianpietro Introzzi translation
Come la storia naturale ce lo insegna, cinque sono i sensi umani. La vista, l'udito, l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi noi siamo suscettivi di dolore o di piacere. I sensi ricevono la impressione esterna, la quale viene immediatamente trasmessa al cervello per mezzo dei nervi. Colui che possiede i suoi sensi in tutta la loro integrità può essere felice, perchè sopra essi agiscono tutti gli eccitanti della vita. Per ragioni plausibili ed incontrastate i fisiologi hanno collocato i sensi in ordine di merito come più sopra li abbiamo accennati. La vista occupa il primo posto, perchè è il senso il più delicato e sottile. La retina, principale organo della visione, è il prolungamento dei nervi ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano del fuoco della mente. L'udito, che occupa il secondo posto, ha pure la sua origine nel cervello. È un senso abbastanza esteso perchè possiamo intendere i suoni più minuti a grandi distanze.
L'odorato, che ha col cervello meno intimità, ha anche una sfera d'azione poco estesa.
Il gusto, che occupa il quarto posto, è ancora più lontano del cervello e non agisce se non colle molecole colle quali è in contatto.
Il tatto infine, che occupa il quinto posto, è il più esteso, e si esercita immediatamente su tutti i corpi sottomessi alla sua azione. A seconda della corrispondenza e dell'armonia che esiste fra questi sensi, le facoltà intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per esempio, le orecchie, gli occhi ben conformati trasmettono rigorosamente al cervello le sensazioni che provano.
Siccome la vista e l'udito sono in maggior relazione col cervello, così questi, ricevendo le impressioni del bello, sono detti sensi superiori.
Il gusto e il tatto invece, che ne sono più lontani, non ricevono che impressioni fisiche, perciò chiamaronsi sensi inferiori.
L'odorato appartiene tanto alla prima, quanto alla seconda categoria a seconda delle occasioni.
Quanto più i sensi superiori sono esercitati, tanto meno hanno preponderanza gli inferiori e viceversa. In generale un senso più degli altri esercitato sempre più si sviluppa e prepondera su noi. Per esempio, i fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente si mostrano ordinariamente golosi, ecc.
Parte Prima.
Piaceri dei sensi.
Vista. La vista, come senso superiore, è fonte di piaceri d'un ordine elevato. Questi piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione, mettendo in attuazione le facoltà intellettuali. Infinite sono le impressioni che ci procura la vista, impressioni gradevoli o dolorose, diverse le une dalle altre, che fanno però sempre breccia nell'animo nostro. Non è forse cogli occhi che noi ammiriamo le bellezze dell'universo, che noi apprezziamo le produzioni del Creatore?
Sempre ci occorre di vedere; la vista è il senso il più indispensabile. Qualunque divertimento che noi godiamo, qualunque passatempo che ci procuriamo ha per fattore principale la vista. Noi viaggiamo, andiamo in campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi nuovi, per bearsi alla vista di prospettive incantevoli, per vedere le produzioni più spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere ad un ballo grandioso? Ad un ballo nel quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione, la magnificenza delle decorazioni, la leggierezza e la leggiadria delle ballarine, la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria e ti rapisce.
Non è delizioso l'assistere ad una solennità, ad una festa pubblica; il vedere quella folla giuliva che accorre per assistere all'illuminazione fantastica, al bengala, ai diversi fuochi d'artifizio? Non ci fanno una dolce impressione quei cento razzi che scoppiettando si elevano al cielo, si dividono e cadono in forma di stelle lucenti di tutti i colori?
Non la finirei più se volessi accennare tutte le impressioni, tutti i piaceri che ci procura il senso della vista. Il lettore medesimo li prova; è inutile quindi che glie li dica io.
Parte Seconda.
Allucinazioni ed aberrazioni della vista.
Le cause che producono le allucinazioni possono essere fisiche o morali.
Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite alcooliche, o di quelle che eccitano il sistema nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito, della belladonna, ecc.
Le morali sono più numerose, come per esempio le idee fisse, le tristi passioni che irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, il timore, la speranza, ecc.; e le aberrazioni che producono solo talvolta gradevoli e piacenti, altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.
RACCONTI.
Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava in Grecia. Una sera tiepida e serena di primavera m'era sdraiato ai piedi del monte Liceo all'ombra d'un colossale platano, ed assorto come in estasi contemplava il tramonto che dava a questa regione un singolare ed incantevole aspetto. Lontano lontano la cima dei monti si confondeva coll'azzurro cielo e l'azzurra onda del golfo d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano sulle rive del fiume Ladone che scorreva ai miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano salutando il giorno morente. Ed io, sdraiato com'era, teneva fisso lo sguardo su quelle amene rive, e mi pareva d'udire il canto delle ninfe che danzavano al suono del flauto del Dio Pane. E distingueva le loro eleganti e seducenti personcine che premevano coi loro piedi il suolo in cadenza, e scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi e di quando in quando scopriva le loro forme rotondeggianti ed incantevoli, se il zeffiretto profumato solleva mollemente i loro aerei vestiti.
Ma ahimè, un sol movimento della pupilla dissipò questa dolce visione.
Tra le allucinazioni della vista è da notarsi anche questa:
Un impiegato al Ministero della guerra ogni mattina quando si destava vedeva un ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava in maniera tale da occupare tutto il locale, quindi l'infelice era costretto ad uscire perchè gli sembrava di soffocare.
Questa allucinazione in seguito si cambiò, e lo stesso impiegato tutte le mattine si deliziava alla vista d'una stupenda colazione. Ma avvicinandosi per gustarla questa spariva e a lui non restava altro che l'appetito insoddisfatto.
Parte Terza.
Igiene della vista.
Essendo la vista il più delicato senso, così bisogna usare ogni riguardo per mantenerlo e conservarlo nella sua integrità.
La prima cura che devesi avere è la pulitezza. Gli occhi devono essere lavati con acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente tiepida l'inverno, e ciò basta per levare le impurità che le glandole lagrimali e sebacee che hanno deposto sui contorni dell'occhio. Se l'occhio fosse un po' irritato bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche goccia di astringente.
Bisogna evitare, per conservare l'integrità della vista, il fumo, la polvere, i colpi, le cadute, la luce viva, l'oscurità profonda. È di grave danno un assiduo lavoro al lume della candela, perchè la fiamma oscillando obbliga incessantemente l'occhio a mutar centro. È di danno alla vista una fiamma biancastra, meno una rossa. Si cercherà di non passare mai da una viva luce ad uva profonda oscurità e viceversa.
Un consiglio utile ai giovani è questo: di non portar occhiali se non per un imperioso bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.
Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie a capo scoperto, e di non bagnarsi il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione, perchè può risultar danno alla vista, all'udito e ai denti. Dunque che il lettore segui queste norme se vuol conservare sano questo indispensabile senso.