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Dante e gli Ebrei

APPENDICE II.

Reading edition

SONETTI DUE

Messer Bosone a Manoello Giudeo essendo morto Dante. I.

Due lumi son di nuovi spenti al mondo[20] In cui virtù e bellezza si vedea: Pianga la mente tua[21] che già ridea Di quel che di saper toccava il fondo.

Pianga la tua del bel viso giocondo Di cui tua lingua tanto ben dicea, O me dolente che pianger dovea Ogni uomo che sta dentro a questo tondo.

Et pianga dunque Manuel giudeo E prima pianga il suo proprio danno Poi pianga 'l mal di questo mondo reo.

Che sotto 'l sol non fu mai peggior anno: Ma mi conforta ch'io credo che Deo Dante abbia posto in glorioso scanno.

Risposta di Manoello a Messer Bosone. II.

Io che trassi le lagrime dal fondo De l'abisso del cor, che 'n su le invea Piango che 'l foco del duolo m'ardea Se non fosser le lagrime 'n che abbondo.

Chè la lor piova ammorta lo profondo[22] Ardor che del mio mal fuor mi trahea: Per non morir, per tener alta vea A percoter sto forte e non affondo[23].

E ben può pianger Christiano e Giudeo, E ciaschedun seder in tristo scanno: Pianto perpetual m'è fatto reo.

Perch'io m'accorgo che quel fu 'l mal anno, Sconfortami ben ch'io veggio che Deo Per invidia del ben fece quel danno.

Illustration from Dante e gli Ebrei: Studio

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