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XII conti pomiglianesi

Note 1 — VII.—'A MUZZELLA[1]

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Il Pitré mi scrive:—«Un aneddoto simile correre in varie versioni in Toscana e sotto varii titoli, quali: Le figliole pappagalle, La tessitora (Firenze), Le tre ragazze (Prato-vecchio nel Casentino). Lo sposo però non arriva a prendere la ragazza, chè s'accorge della balbuzie di lei e scappa via. In una versione, lo sposo balbutisce anche lui e le chiede: Tapete tettere? (sapete tessere?) Ed ella risponde: Ti te to: (Sì, che so.)»—Il difetto degli scilinguati ha fornito agli scrittori comici spesso modo di suscitare schietto riso (sebbene certo di bassa lega, come ogni riso suscitato da difetti corporali). Ricorderò solo il Fagiuoli, col suo Conte di Bucotondo, ridicoloso oltr'ogni dire:—«Quando intoppa davvero, talvolta parla con qualche dilazione; del resto hà un discorso tersissimo ed ordinato al maggior segno. E poi è un cavaliere, ch'ha viaggiato, fatti varii studii in molte lingue; e per questo intoppa, perchè la varietà de' linguaggi, facendo tutti a gara nell'escirgli di bocca e tutti volendo aver l'onore di esser il primo da lui profferito, ed egli volendo, com'è giusto, fare onore al suo nativo toscano, gli recano quella po' di confusione, la quale po' poi, unita colle qualità personali, gli dà grazia grande e lo fa veramente comparire qual Grazioso, com'egli si noma».—

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