Note 23 — SECONDA PARTE VIAGGIO A BROBDINGNAG (continued 2)
Gaetano Barbieri translation
E pure nell'anno in cui si pubblicava questo viaggio, o piuttosto questa satira, nel 1727, moriva a Londra Isacco Newton, le sue ceneri venivano trasportate a Westminster e sosteneano le falde del suo panno funereo il gran cancelliere e tre pari del regno. Si stenta su le prime a capire come il signor Swift, che è stato testimonio degli onori tributati in vita e dopo morte a quel genio del mondo e dei secoli, abbia potuto apporre una sì ingiusta taccia alla sua patria: quella cioè di non avere in onore le matematiche applicate alle cose utili, chè nulla al certo havvi ad immaginarsi più utile dell'avere spiegati colle matematiche i grandi fenomeni dell'universo. La biografia dell'autore scritta da Walter-Scott spiega alcune di queste anomalie; oltrechè Swift, scrittore satirico, può essersi sdegnato al vedere nel tempo stesso applicate le matematiche a rami di sapere, secondo lui, più parassiti e, secondo tutti, più renitenti ad essere trattati col calcolo. In que' giorni stessi all'incirca il celebre Reid stabiliva essere il merito morale proporzionale ad una frazione che abbia il bene prodotto per numeratore, e la deposizione dell'agente per denominatore. Convien credere che tal modo di esprimersi, ancorchè giusto, non garbasse troppo al nostro autore. Infatti nel periodo che viene dopo, se la prende col metafisico trascendentalismo, non prevedendo che la scuola scozzese, della quale appunto Reid fu il fondatore, sarebbe divenuta, a mal grado di un lusso di calcolo talvolta oserei dire ridicolo, una fra le più ragguardevoli filosofiche scuole; o può anche darsi che mentre Reid teneva in sostanza le rette vie, molti si perdessero nei labirinti dell'errore, più frequenti al certo in metafisica che in verun'altra facoltà. Vediamo la stessa cosa anche negli uomini del secolo decimonono. Abbiamo pianto, pochi anni sono, un Fourier ed un Paoli, da pochi giorni in qua piangiamo un Poisson, ci gloriamo giustamente d'un Gauss, d'un Bordoni, d'un Libri. Onoriamo ancora più d'un grande metafisico, come Vittore Cousin ed altri sommi Francesi, Alemanni ed Italiani; ma vive nel tempo stesso più d'un metafisico trascendentalista che potrebbe eccitare la bile di qualche novello Swift.