NOTE:
Reading edition
Nè v'accorgete ancor per tante prove Del Bavarico inganno Che alzando 'l dito colla morte scherza?
350.
In questo di Procuste orrido letto Chi ti sforza a giacer?
Petrarca non impiegò per le quattro rime de' quattordici versi ond'è composto un sonetto, che le più ricche e più sonore desinenze: lo che gli fece più volte trascurare i vocaboli più adattati al sentimento. Imitò ancora le sestine de' Provenzali, piccoli poemi di sei stanze, cadauna di sei versi, dovendo ogni verso essere terminato da un sostantivo di due sillabe, senza che i versi della medesima stanza rimino fra di loro. In cambio di rima, gli stessi vocaboli sostantivi dissillabici devono soli terminare i versi delle seguenti cinque stanze, in modo che la rima che chiude la prima stanza sia principio della seconda, e così di seguito; infinchè cadauno de' sei vocaboli trovisi a suo luogo in fine di ognuno de' sei versi di ciascheduna stanza. Alcune sestine sono doppie, talchè la tortura si protrae per dodici stanze. Il poema si chiude col ripigliare tre versi che devono essere terminati da tre vocaboli de' sei adoperati nelle precedenti strofe. Questo metodico collocamento di vocaboli non offre veruna specie d'armonia all'orecchio, ma non è perciò meno difficile ad eseguirsi, e sottopone il poeta a tante difficoltà, che gli riesce quasi impossibile di conservare il pensiero della sua composizione (ciò sarà accaduto più frequentemente che al Petrarca, ai poeti provenzali).
In quasi tutte le edizioni del Petrarca le sestine sono stampate sotto il titolo di canzoni; ma la 3ª, 21ª, 32ª e 36ª canzoni, sono sestine. La 46ª, Mia benigna fortuna e 'l viver lieto, è una doppia sestina di 12 stanze.
Tu vedra' Italia e l'onorata riva, Canzon, che agli occhi miei cela e contende Non mar, non poggio o fiume, Ma solo Amor ec.
Entrate della città e repubblica di Firenze dal 1336 al 1338 a fiorini d'oro del peso di 72 grani, di 24 carati.
Gabella delle porte e diritto di entrata ed uscita, appaltate per un anno fior. 90,200
Gabella per la vendita del vino alla spicciolata 1/3 del valore 59,300
Estimo 30,100
Gabella del sale venduto quaranta soldi per stajo ai borghesi e venti soldi ai contadini 14,450
Entrata dei beni de' ribelli, esiliati e condannati 7,000
Gabella sui prestatori ed usuraj 3,000
Prestazione dei nobili possidenti nel territorio dello stato 2,000
Gabella dei contratti (iscrizioni in ipoteca) 11,000
Gabella dei macellaj di città 15,000
Gabella dei macellaj di campagna 4,400
Gabella degli albergatori 4,050
Gabella delle farine e mulini 4,250
Tassa sui cittadini nominati podestà in paesi esteri 3,500
Gabella delle accuse 1,400
Prodotto della zecca sulle monete d'oro 2,300
Simile per le monete di rame 1,500
Rendita dei beni del comune e de' pedaggi 1,600
Gabella sui mercanti di bestie in città 2,150
Gabella per la verificazione dei pesi e delle misure 600
Immondezza ed affitto dei vasi d'Orsanmichele 750
Gabella sugli albergatori di campagna 550
Gabella dei mercanti della campagna 2,000
Ammende e condannazioni delle quali si ottengono il pagamento 20,000
Mancanza de' soldati (per esempio a titolo di dispensa dalla milizia) 7,000
Gabella sulle porte delle case di Firenze 5,550
Gabelle sulle fruttajuole e venditrici alla spicciolata 450
Licenza per portar armi a 20 soldi per testa 1,300
Gabella dei sergenti 100
Gabella sulla zattera dell'Arno 100
Gabella dei revisori delle guarenzie date alla comunità 200
Parte spettante allo stato dai diritti percetti dai consoli delle arti 300
Gabelle sui cittadini abitanti in campagna 1,000
fior. 297,100
Gabella sulle possessioni di campagna
Gabella sulle battaglie senz'armi
Gabella di Firenzuola
Gabella de' mulini e pescagioni
Il totale oltrepassa fior. 300,000
Salario del podestà e della sua famiglia, cioè arcieri e birri lir. 15,240
Salario del capitano del popolo e della sua famiglia 5,880
Salario dell'esecutore dell'ordinanza di giustizia 4,900
Salario del conservatore con cinquanta cavalli e cento fanti (ufficio straordinario ben tosto abolito ) 26,040
Giudice delle appellazioni sui diritti della comunità 1,100
Ufficiale incaricato di contenere il lusso delle donne 1,000
Ufficiale del mercato d'Orsanmichele 1,300
Ufficio del salario delle truppe 1,000
Ufficio delle paghe morte ai soldati 250
Tesorieri del comune loro ufficiali e notaj 1,400
Ufficio delle entrate fondiarie del comune 200
Custodi e guardie delle prigioni 800
Tavola dei priori e della loro famiglia in palazzo 3,600
Salario dei donzelli del comune e dei guardiani delle torri del podestà e dei priori 550
Sessanta arcieri e loro capitano in servigio dei priori 5,700
Notajo delle riformazioni col suo ajutante 450
Leoni, torcie, lumi e fuoco in palazzo 2,400
Notajo al palazzo de' priori 100
Salario degli arcieri ed uscieri 1,500
Trombetti del comune 1,000
Elemosine ai religiosi ed agli spedali 2,000
Seicento guardie di notte in città 10,800
Stendardi per le feste e corse de' cavalli 310
Spie e messaggieri del comune 1,200
Ambasciatori 15,500
Castellani e guardie delle fortezze 12,400
Approvvigionamento annuale di armi e freccie 4,650
Fior. 39,119 a lir. 3, ss. 2 per fiorino lir. 121,270
I lavori alle mura, ai ponti, alle chiese formano la spesa straordinaria unitamente al soldo delle milizie di guerra. In tempo di pace la repubblica non manteneva che settecento in mille cavalli ed altrettanti pedoni.
439.
«Oltraggio chiamo io l'alterigia, i modi Superbi, usati a me dagli insolenti Ministri, o amici, o consiglieri, o schiavi; Ch'io ben non so come a nomar me gli abbia, Quei che intorno ti stanno. E oltraggi chiamo Quanti ogni giorno a me si fan; del nome Appellarmi di re, mentre mi è tolto Non che il poter, perfin la inutil pompa Apparente di re; vedermi sempre Più a servitù che a libertà vicino; E i miei passi e i miei detti, opre e pensieri, Tutto esplorarsi, e riferirsi tutto.» Alfieri in Maria Stuarda Att. II, Sc. 3.