Note 530 — CAPITOLO XV.
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Ciò s'intende facilmente ammettendo che la lingua dotta d'Italia non è il dialetto toscano, comechè di tutti il migliore, ma una lingua universale, a formare la quale concorsero più o meno tutti i dialetti. Veggansi tra gli altri Dante De vulgari eloquio, ed il bel dialogo di Pierio Valeriano da me pubblicato nell'Appendice del primo Tomo della Storia letteraria della Piave.