Note 4 — LIBRO SESTO.
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«La Regia Maestà sa quale è stata la vita de’ miei passati, che civilmente sono vissuti delli loro traffichi e possessioni, nè mai hanno cerco avere stato altro che privato. Io non sono per degenerare in questo dalli modi loro. — Mi perdoni se io non accetto quello che Lei mi dà; — e se pure Lei vuole beneficarmi, degni farlo ordinariamente in quel che li pare costì, con gli miei del Banco, ec. — Gli Stati dia la Maestà sua a quelli che ne sono più degni. — Io non sono degno di sì gran cose, nè voglio esser Barone; nè mi pare il bisogno di sua Maestà, perchè così privato li sarò più onorevole e più utile servitore.» (Lettera di Piero dei Medici a Dionigi Pucci, oratore a Napoli. Archivio Storico Ital., tomo I, pag. 347.)