Note 206 — LIBRO SESTO. (continued 5)
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Vedi le Lettere degli 11 novembre e 13 dicembre ed altre. Nella prima narra il fatto di San Miniato così brevemente: «Ieri mattina un’ora avanti giorno si andò alla volta di San Miniato, e giunti lì, si dette l’assalto da due bande e vi si entrò. E riducendosi gli uomini della terra nella Fortezza, difendendosi gagliardamente, finalmente combattendo un pezzo, domandarono patti. I patti furono: ch’e’ dovessino rendere la terra libera e la Fortezza alla Signoria di Firenze; e io promessi loro di salvare la roba e le persone, e così si osservò.....» In altre lettere domanda che il Commissario Spagnolo preso, gli sia lasciato come suo prigione, per averne compenso ai 350 ducati che gli era costato nella guerra di Napoli il proprio suo riscatto. Altrove, a proposito della morte dell’Orsini e del Santacroce, scrive: «Alla guerra non ne nasce, nè bisogna per questo sbigottirsi; che quando i tre quarti di noi morissimo per non tornare in servitù, il quarto che resterà sarà tanto glorioso che il resto vi sarà bene speso.»