Note 256 — LIBRO QUARTO. (continued 4)
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«Ecci chi vorrebbe, per fare vergogna e danno ad altri, che il Comune avesse e vergogna e danno, e ingegnansi in quanto possono, che questo abbi a seguire; che è cattiva condizione d’uomo. Parmi nonostante che questa impresa sia ai più piaciuta, e che veduto la cosa essere ridotta in luogo dove interviene l’onore del Comune, per ciascuno si debba dare ogni favore possibile; et così fo in quello posso qua, e simile conforto te, benchè sono certo non ne bisogni.» (Ad Averardo de’ Medici, da Firenze 4 febbraio 1430.)