Note 195 — LIBRO QUARTO. (continued 4)
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«E’ non è maraviglia se il Marchese non negasse il passo. Più sarebbe stato maraviglia avendo il passo conteso: perchè le universitadi de’ popoli sempre invidiarono i singulari Signori; e, non che i Signori sieno invidiati da’ popoli, ma i popoli invidiano i loro splendidi cittadini. Adunque a’ Signori è lecito nimicare i popoli.... e così l’unione de’ popoli è disfacimento de’ Signori. Adunque è folle colui che rimette la libertà di molti nella guardia d’uno.» Cavalcanti, lib. IV, cap. 1 in fine. Vedi anche il principio del cap. 3., lib. III. — Egli, sebbene magnate (e quale amico dei magnati vedremo sovente), pure come antico guelfo e fiorentino, ti pare alle volte anch’egli essere popolano; e nota più sotto come «nelle adornezze delle porpore le lodi si danno più agli artefici che le fecero, che a quelli che le portano.» (Lib. IV, cap. 2, e cap. VII, pag. 195.)