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Storia della Repubblica di Firenze v. 1/3

Note 310 — LIBRO TERZO. (continued 3)

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Si legge pure (Marchionne Stefani, rubr. 836, tomo XV) che «essendo al Concistoro il Papa co’ Cardinali, e cominciato a leggere il processo, un prete ch’era colla moltitudine a vedere, gli si diè il mal maestro (epilessia). Messer Donato cominciò a gridare: guardatevi dinanzi, chè il Santo Padre vegga. Ogni uomo si cessò; egli si trasse innanzi, e non disse Santo Padre, ma — Messere, guardate come li vostri famigli e clientoli cominciano a stramazzare per la ingiusta sentenza, innanzi ch’ella sia letta; pensate che seguirà, letta: eh perdio non date sì ingiusta sentenza, come questa è! — con tanto ardire e franco animo che ogni uomo si maravigliò; ed il Papa turbato delle parole, se non fosse stato raffrenato, gli avrebbe fatto villania. Donato gridava, che la morte era acconcio a soffrire per non tacere la ingiusta condannagione contro al Comune di Firenze; e molto prima avea rimediato con umiltà infino a quello punto, quanto uomo avesse potuto fare.»

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