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Storia della Repubblica di Firenze v. 1/3

Note 150 — LIBRO SECONDO. (continued 3)

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Qui giova trascrivere alcune parole dove un nostro istorico assai più recente dà belle ragioni di questo cercare lontani paesi che da tempo antico faceano gli uomini fiorentini.

«La città di Firenze è posta di sua natura in luogo salvatico e sterile, che non potrebbe con tutta la fatica loro dare da vivere agli abitanti, che sono molto multiplicati: e per questa ragione è stata necessaria cosa da uno tempo in qua ai Fiorentini di cercare loro vita per industria; e per questo sono usciti fuori di loro terreno a cercare altre terre e provincie e paesi, dove uno e altro ha veduto da potersi avanzare un tempo e fare tesoro, e tornare a casa: e andando a questo modo per tutti i regni del mondo e cristiani e infedeli, hanno veduto i costumi delle altre nazioni, e fatto in loro abito delle cose vantaggiate, scegliendo d’ogni parte il fiore: e l’uno ha fatto venire volontà all’altro, intantochè chi non è mercatante e che abbia cerco il mondo e veduto le strane nazioni delle genti, e tornato alla patria con avere, non è riputato da niente. E questo amore ha sì accesi gli animi loro, che da un tempo in qua pare che ne nascano naturali a ciò, e è tanto il numero che vanno per lo mondo in loro giovanezza, e guadagnano e acquistano pratica e virtù e costumi e tesoro, che tutti insieme fanno una comunità di sì grande numero di valenti e ricchi uomini, che non ha pari al mondo.... I loro vicini, alquanto di natura di loro terreni più ricchi e più grassi, si sono stati a quella bada di tanto, che basta loro, sanza volere fatica di cercare più.» — (Goro Dati, Stor. Fior., pag. 54, 55.)

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