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Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1

LIBRO PRIMO (continued 2)

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E concedendo anche quello che si niega, che il Parlamento britannico abbia il diritto di far leggi obbligatorie per le colonie, e quello che è più, impor loro tasse senza il consentimento loro, esservi delle gagliarde opposizioni a farsi contro le gabelle ultimamente poste sopra di quelle, e troppo più ancora, e più forti contro a quella della marca, la quale fu testè girandolata dai ministri, e viene ora proposta in Parlamento. Poichè invece che queste gabelle di marca sono state a poco a poco, e gradatamente poste a' tempi andati sui popoli dell'Inghilterra, elleno hanno ora a cadere ad un tratto sopra le colonie, le quali, se non ne resteranno affogate, non vaglia; e se queste stesse gabelle sono state sì gravi riputate in Inghilterra, avuto riguardo alla gran varietà de' casi, ne' quali elleno debbono esser pagate, ed al gran numero delle ingorde multe, nelle quali anche le persone di miglior animo possono incorrere, doversi di necessità credere, avere a riuscire di molto maggior gravamento e pregiudizio nelle colonie, dove in generale il popolo non deve riputarsi così versato nelle materie di questa sorta, e molti eziandio non intendono il linguaggio di queste leggi intricate, e così lontane dall'intelligenza degli agricoltori e mercatanti. Doversi a ciò aggiungere, le medesime, siccome quelle che troppo odore rendono della terra britannica, e troppo sono notate della sottilità dei cervelli inglesi abilissimi ad inventar giravolte per raunar pecunia, dover essere avversate, come pericolosi tranelli, dai forestieri, e perciò allontanargli dall'andarsi a fermare con le famiglie loro sotto quel nuovo cielo. La qual cosa di quanto danno abbia ad essere a quelle crescenti popolazioni, e quindi per rimando all'Inghilterra stessa, niuno è che non lo veda.

Avendo finalmente a' termini della provvisione a pagarsi la pecunia ricavata dalle gabelle di marca nella tesoreria inglese, dovere in poco tempo le colonie, considerate massimamente le incomode proibizioni sul commercio loro poste, rimanere spogliate del tutto della moneta loro con gravissimo pregiudizio del commercio tanto esterno, quanto interno.

Ma dalla parte dei ministri si arguiva in contrario:

Essere prima di tutto necessario estraere dalla presente quistione tutto quell'apparato di scienza e di erudizione, della quale hanno fatto pompa gli avversarj, e che ricavarono dai libri degli uomini speculativi, i quali hanno scritto sopra le materie politiche. Tutte queste sottigliezze ed argomentazioni, state adoperate da coloro che hanno ne' libri loro trattato del diritto naturale, come sarebbero Locke, Selden, Puffendorf e somiglianti autori, non essere il caso in una controversia, in cui si tratta di una legge scritta. L'andare poi a rilevare le vecchie carte per arguire di là alla presente costituzione inglese, essere la più assurda cosa del mondo, poichè la costituzione non è più la stessa, e nissun sa, quale ella si fosse a qualcheduno de' periodi, che si sono citati. Esservi cose nella magna carta medesima, le quali non sono più negli ordini presenti; e perciò tutti questi ricordi delle cose antiche non comprovar nulla in riguardo alla costituzione inglese, tale quale ora ella è.

Questa costituzione essere in ogni tempo stata a continui cambiamenti ed ammendazioni soggetta, ora guadagnando, ora perdendo qualche cosa; nè essere la rappresentazione dei Comuni della Gran-Brettagna stata ridotta ai presenti ordini sino a' tempi di Errico settimo. In riguardo poi ai modi di tassazione, se si risale addietro oltre il regno di Edoardo primo o del Re Giovanni, non incontrarsi altro che dubbj ed oscurità, essendo la storia di quei tempi piena d'incertezza e di confusione. Le scritte per le domande di pecunia si facevano ora secondo la legge, ed ora no; e queste erano, per cagione d'esempio, quelle per la pecunia navale, o quelle per invitar le assemblee a tassare sè medesime, o quelle altre per far pagare i doni gratuiti. Altre tasse erano anche poste, come quella dello scutato, o sia servizio dello scudo, le cavalcate ed altre, che avevano la origine loro negli ordini feudali. I doni gratuiti pure essere contrarj alla legge; ed essere cosa nota a tutti, con quanta contenzione ed ostinazione il popolo inglese si opponesse alle domande della pecunia navale, le quali però la Corte non cessava di proseguire.

In riguardo alle marche di Cornovaglia, l'antico privilegio di tassare sè stesse aver poco durato, e solo essere stato concesso, perchè elleno potessero soccorrere il Re nella sua guerra contro i montanari di quel paese; essere nato, essersi spento col Regno di Edoardo primo, e quando il principe Edoardo diventò Re; ed allora queste marche essere state annesse alla Corona, e soggette divenute, come il restante del dominio inglese, alle tasse. Errico ottavo essere stato il primo fra i Re inglesi, il quale chiamò due deputati cornovallesi in Parlamento: la Corona avere esercitato, o no questo diritto di chiamare i deputati a sua posta, e quindi essersi originata quella disuguaglianza di rappresentazione, la quale a' presenti dì si osserva nella costituzione inglese. Errico ottavo aver chiamato un borghese di Calais in Parlamento, ed una delle Contee palatine essere stata tassata per ben cinquanta anni, innanzichè ella mandasse deputati al Parlamento.

Il Clero non esser mai stato senza rappresentanti; e quando e' si tassava da sè stesso nelle sue assemblee, ciò essersi fatto coll'autorità e consenso del Parlamento.

Il ragionare poi delle colonie inglesi dalle colonie dell'antichità essere una vana pompa di erudizione, sapendosi benissimo, le colonie dei Tirj in Africa, e quelle dei Greci in Asia non aver che far più che nulla coi presenti ordini delle colonie inglesi. Nissuna nazione prima dell'Inghilterra aver fatti statuti e regole fisse per le colonie, eccettuati i Romani; e gli ordini colonarj loro essere stati al tutto militari per mezzo dei presidj tenuti nelle principali città delle conquistate province, e la giurisdizione della principal patria essere stata assoluta ed illimitata; le province della Olanda non essere state colonie, ma piuttosto paesi sottomessi alla Casa d'Austria con una certa feudale dependenza; e finalmente niuna cosa essere più lontana stata dagli ordini, e modi delle colonie inglesi, che quell'inondazione di Barbari settentrionali, i quali, distrutte le reliquie dell'Impero romano, vennero sopra, ed occuparono tutta l'Europa; questi fuorusciti avere ad ogni legge, ad ogni protezione, e ad ogni connessione colle terre patrie rinunziato; aver quelli eletti i capitani loro, seguitate le loro insegne per andar a cercar ventura altrove, e fondare nuovi regni sulle rovine del romano Impero. Per lo contrario i fondatori delle colonie inglesi essere dal regno usciti con l'approvazione e consenso del Re e del Parlamento; a poco a poco gli ordini loro essere stati tocchi, e ritocchi con rispettivi diplomi, concessioni e statuti, finchè furono nella presente forma ridotti; ma non essere mai state quelle talmente dalla prima patria separate nè emancipate, che esse siano una volta diventate independenti, ed in propria balìa poste.

Il Parlamento a' dì della Repubblica molto per tempo essere stato della separazione delle colonie sollecito, ed aver vinta una provvisione, o atto (il quale se non sia più in vigore, doversi molto dubitare), per dichiarare e stabilire l'autorità dell'Inghilterra sopra le colonie. Ma quando vi fosse in questo proposito una legge scritta, o nissuna immediata illazione far si potesse da una somigliante legge, l'uso solo doveva bastare per quella autorità confermare. Non sonsi forse le colonie, per fino dai tempi della fondazione loro, alla giurisdizione della comune patria sottomesse? Non l'hanno elleno anzi in molti casi ricercata? In tutte le controversie concernenti la proprietà, non ebbero elleno ricorso al Consiglio privato? E non sono forse quelle controversie state determinate, non secondo le leggi delle colonie, ma sì, per lo contrario, secondo le leggi dell'Inghilterra? Ed a queste decisioni non si sottoposero elleno pacificamente? Eppure questi casi di ricorso, essere assai frequenti stati. Il Nuovo-Hampshire, ed il Connecticut essere già corsi al sangue a cagione delle gare loro; la Virginia, e la Marilandia all'armi; non dimostrar questo la necessità di una giurisdizione suprema, alla quale le altre subordinate giurisdizioni possano in caso di bisogno ricorrere? Nulla in nissun tempo poter più fatale riuscire alla pace e prosperità delle colonie, quanto che il Parlamento della sua soprantendente autorità sopra le medesime si dispogliasse; perciocchè dissolverebbesi in tal caso, ed in poco tempo ogni vincolo tra colonia e colonia, e nascerebbevi una fatale anarchia; conoscersi tra di esse bastanti semi di discordie e di fazioni, perchè di simile scompiglio non s'abbia ad avere qualche timore. Da questo al totale disfacimento dei presenti ordini colonarj, alla creazione di nuovi, al gettarsi in preda le colonie a qualche potentato esterno, esser parato lo sdrucciolo.

Di presente gli ordini delle colonie essere molto varj, siccome quelli, che furono l'un dopo l'altro stabiliti alla spicciolata, e dovettero alle circostanze ed accidenti de' diversi tempi accomodarsi; perocchè altri dovettero essere ne' primi periodi di ciascuna colonia, ed altri, quando esse si trovarono ad un ulterior grado di popolazione, di territorio e di ricchezza pervenute. In alcune da prima non avervi avuto altro, che un governatore assistito da due o tre consiglieri, poi più essere stati arroti; poi la Corte di giustizia eretta; poi le Assemblee create.

Siccome le costituzioni delle colonie sono state diversamente composte, e quasi alla spezzata; così dover esse per la necessità delle cose rimanere dalla giurisdizione della comune patria dependenti; niuno aver mai la posizione contraria mantenuta, innanzichè queste nuove dottrine andassero attorno; gli atti del Parlamento essere stati non solo senza alcun dubbio della legalità loro fatti, ma eziandio con applauso universale accettati, e volonterosamente obbediti; i porti loro essere stati alle dogane ed a regole sottomessi, che e mettevano un certo freno, e diminuivano il traffico loro; e gabelle essere state messe, e tra le altre quella delle poste, le quali andarono ad impressionare ed a ferire le più interne parti del commercio loro; e nissuno mai, salvando questi nuovi dottori, essersi dato a credere, le colonie non dover essere dall'autorità del Parlamento tassate, regolate ed obbligate.

Non poter esservi dubbio, che gli abitanti delle colonie sieno altrettanto rappresentati nel Parlamento, quanto la maggior parte del popolo d'Inghilterra, poichè nel numero di nove milioni di questo, otto milioni ne sono, i quali non hanno diritto di rendere, e non rendono partito nella elezione dei membri del Parlamento; e perciò tutte queste argomentazioni addottesi per provare non essere le colonie dependenti dal Parlamento, derivate da motivi di rappresentazione, esser vane; anzi provar anche troppo, perciocchè vanno a ferire tutta la presente costituzione dell'Inghilterra. Ma la cosa essere, che un membro del Parlamento, eletto da una borgata qualsivoglia, rappresenta non solo i commettenti ed abitanti di quel particolar luogo, ma ancora quelli di ogni altra borgata della Gran-Brettagna. Ei rappresenta la città di Londra, ed ogni altro Comune del regno, siccome anche gli abitanti di tutte le colonie e dominj della Gran-Brettagna; ed è per debito e per coscienza a tener cura degl'interessi loro obbligato.

Esser vana e falsa la distinzione tra le tasse interne ed esterne. Si concede le restrizioni sopra il commercio, e le gabelle sopra i porti poste essere secondo la legge, e si niega nel tempo medesimo il diritto del Parlamento della Gran-Brettagna d'imporre tasse interne sopra le colonie. Ma, e che differenza passa mai tra le prime e le seconde? Una tassa posta in un qualche luogo non è ella forse, come quel ciottolo gettato in uno stagno, il quale increspa a mò di circolo la superficie dell'acqua, e questo circolo ne produce e dà moto ad un altro, e questo ad un altro ancora, finchè tutta quella superficie si trovi dal centro fino alla circonferenza agitata? Nissuno non credere, nissuno non confessare essere manifesto, che una gabella di dieci, o di venti per centinajo posta, per cagion d'esempio, sopra il tabacco, o sia ne' porti della Virginia, o sia in quel di Londra, non sia una vera e reale gravezza, o tassa posta sopra le terre della Virginia stessa, nelle quali cresce il tabacco, e lontane anche a cento miglia dal mare.

La protezione essere quella, che dà il diritto della tassazione; le obbligazioni reciproche tra le colonie e la patria loro essere connaturali, e derivanti dall'un canto dalla difesa e protezione, dall'altro dall'obbedienza; ed essere cosa molto obvia, che o le colonie debbono essere in tutto ed in ogni special parte dependenti dall'Inghilterra, o del tutto dalla medesima separate e disgiunte. Non trattarsi ora qual fosse la legge, qual fosse la costituzione; ma versare la controversia in questo, quale sia ora la legge, quale la costituzione. Ciò esser la legge, ciò esser la costituzione, quello esser il diritto, che fu senza contraddizione, e per sì lungo tempo, ed in numerosissimi casi per tale riconosciuto, per tale esercitato da una parte, e approvato ed obbedito dall'altra. Le altre esser troppo sottili opinioni, o vane immaginazioni d'uomini speculativi, le quali, siccome sono lontane dalla comune sperienza delle umane cose, così sono anche pur troppo atte ed accomodate a sollevare ed accendere gli animi di coloro, i quali siccome obbedirono per lo passato, e ciò con tanto utile e vantaggio loro, così debbono anche per lo futuro agli ordinamenti della tenera, ad un tempo, e possente madre loro obbedire.

Del rimanente non essere forse per molti capi migliore la condizione degli Americani, che quella degli Inglesi? Le spese dell'amministrazione interna e civile dell'Inghilterra essere enormi; così leggieri per lo contrario nelle colonie, che non è quasi da potersi credere. Il governo ecclesiastico, il quale è sì grave spesa in Inghilterra, essere di niun momento in America; là le decime, là i benefizj non curati esservi ignoti; non conoscervisi la povertà; ognuno, secondo il dire delle sacre scritture, sotto la propria ficaja vivere; la fame e la nudità esserne sbandite: e là non vedersi nè paltoni, nè mendicanti. Se altrettanto si potesse affermare dei popoli inglesi al di qua dell'Oceano, beata l'Inghilterra! Ma il contrario essere il vero, e ciò esser noto a tutto il mondo.

E qual nazione avere abbracciato le sue colonie con tanta carità con quanta l'Inghilterra le sue? Queste non aver mai, a' tempi delle necessità loro, ricorso avuto alla Gran-Brettagna senza ottenerne i più pronti ed i più ampj sussidj. O fosse per la difesa propria contro il nemico, o per avanzare ed accrescere la domestica prosperità, questi essere stati senza soprastamento alcuno liberalissimamente conceduti.

Oltre a ciò, nissun altro popolo avere quella specie di protezione data ad una parte di sè, che dall'Inghilterra alle sue colonie fu concessa; quella del credito, senza del quale non avrebbero mai potuto a quel grado di ricchezza arrivare, che è da tutti quelli, che le visitano, lodato ed ammirato; e fatta questa considerazione, la tassa, di cui si tratta, non poter altro apparire, che un modico interesse di quelle esorbitanti somme, le quali aveva la Gran-Brettagna alle colonie prestate.

In quanto alla mancanza della moneta, anche questa essere una vaga argomentazione: l'oro e l'argento non esser mai per mancare in un paese altrettanto ricco di buone derrate, quale si è l'America settentrionale. Nè questa tassa avere a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata, modica, che possa seccare le sorgenti della moneta, massimamente, quando si considera, il provento della medesima aver ad esser tenuto in serbo nel tesoro, non potersi in nissuna maniera storre, o sviare, ed esser tutto destinato alle spese della protezione e difesa delle colonie, e perciò dovere in queste necessariamente ritornare.

Adunque la superiorità inglese tanto magnificata non essere in fatto altro, che una superiorità di potenza e di sforzi per guardare e difendere tutte le sue dependenze e tutti i suoi dominj, ed in ciò essersi ella sì fattamente travagliata, che ne fu presso alla sua rovina. Egli è vero, aver l'Inghilterra in questa contesa conseguito tanta gloria, che a niuna maggiore potrebbe arrivare; ma in questa partecipare tutte le colonie sue; tanto lustro, tanto splendore essersi anche riverberati in America, e gli Americani essere venuti a parte così degli onori, come dei benefizj, che ai membri dell'Impero britannico appartengonsi, mentre che l'Inghilterra sola ha pagato l'immenso prezzo di tanta gloria.

Queste furono le argomentazioni da una parte e dall'altra con eguale ingegno e calore nel Parlamento allegate in prò, o contro la tassa americana. E mentre pendeva tuttavia la questione, i mercatanti di Londra, i quali trafficavano coll'America, sollevati maravigliosamente dal timore di perdere, o almeno di non poter riavere ai giusti tempi i capitali, che avevano nelle mani degli Americani collocati, presentarono al tempo della seconda lettura della provvisione una petizione contro la medesima; imperciocchè preveggevano benissimo, che fra gli Americani alcuni per necessità, ed altri con questo colore, mancato non avrebbero di ritardare le rimesse. Ma all'incontro si allegò quell'uso della Camera de' Comuni di non udir petizioni indiritte contra le provvisioni delle tasse; e quella de' Londinesi fu posta dall'un de' lati.

Intanto esclamavano i ministri, particolarmente Carlo Townsend:

«Ed ora vorranno questi americani figliuoli stabiliti dalle cure nostre, nutriti ed allevati dalla nostra amorevolezza, protetti dalle nostre armi, finchè a questa forza ed a questa opulenza, che oggidì vediamo, fossero pervenuti, torcere il grifo, e rimbrottando ricusare di porre in mezzo un lor quattrino per sollevarci da quel grave peso, che ci mette in fondo?».

Il Colonnello Baré riprese le parole, e con un bellissimo porgere per soldato, disse:

«Stabiliti dalle vostre cure! No; l'oppression vostra gli fece in America stabilire. E' fuggivano la vostra tirannide, e cercarono asilo in una incolta ed inospital terra, dove esposero sè stessi a tutti quei disagi, ai quali può l'umana natura andar soggetta; e fra gli altri alla crudeltà di un nemico barbaro e selvaggio, il più astuto, e, sto per dire, il più terribil popolo che viva quaggiù; e di più spinti dai principj della vera libertà inglese quelli incontrarono e sopportarono con ilare e forte animo, pareggiandogli con quelli, i quali da parte di coloro, che avrebbero loro amici dovuti essere, ebbero nella patria terra a sopportare. Nutriti ed allevati dalla vostra amorevolezza! E' crebbero per la trascuraggin vostra. Tostochè avete fatto avviso di pigliare cura di loro, ciò avete eseguito con mandar là uomini per governargli in questa parte ed in quella, i quali forse erano i deputati dei deputati di alcuni membri di questa Camera, inviati colà per sopravvedere le libertà loro, per far le spie, per rapportar male le azioni loro, per mettergli in preda; uomini, la cui condotta ha fatto in molte occorrenze agghiacciar il sangue nelle vene a que' figliuoli della libertà; uomini promossi ai più alti seggi della giustizia, alcuni dei quali, e questo so, avrebbero creduto di aver la buona ventura, se, ad una lontana contrada fuggendo, evitato avessero di esser essi medesimi, nella propria, avanti la Corte di giustizia tradotti. Protetti dalle vostre armi! Hanno eglino nobilmente pigliate le armi in vostra difesa, ed in mezzo alla costante e laboriosa industria loro il valore loro mostrato per la difesa di una contrada, le cui frontiere erano intrise di sangue, mentrechè le parti interne sue a vostro prò i piccoli risparmj, i frutti della onesta masserizia loro versavano ed offerivano. E crediate a me, sovvengavi, che vel dissi questo dì, che quel medesimo amore di libertà, il quale dapprima spinse ed animò questo popolo, questo stesso lo accompagnerà ancora. Ma la prudenza mi vieta di dir più oltre. Dio il sa, e certo sono, che io non parlo ora col calore delle parti; quello che dico, sì, lo dico, perchè tali sono i sentimenti del mio cuore. Quantunque la generale scienza e la esperienza del rispettabil corpo di questa Camera avanzi d'assai la mia, tuttavia ciò contendo, ed affermo, avendo molte cose vedute, e lungamente conversato in quella contrada, di saperne più, intorno all'America, che voi non ne sapete. Quel popolo è invero altrettanto leale, quanto gli altri sudditi qualsivogliano, che il Re si abbia; ma egli è un popolo geloso delle sue libertà, e che le vendicherà, se elleno saranno un dì violate. Ma il soggetto è troppo tenero; non ne vuò dir più oltre».

Queste cose disse il Colonnello improvvisamente, e con tanta fermezza, che tutta la Camera ne restò maravigliata, e tutti intentamente lo guardavano senza proferire una parola.

Ma i ministri se l'erano recata a gara; ed il Parlamento non poteva udire più ingrato suono di quello, che alcuno negasse l'autorità sua d'impor tasse in America. Così in favore della provvisione si riunirono, in molti l'opinione della sua convenienza ed utilità; in altri i bocconi ministeriali; in molti, e forse ne' più, la gelosia della propria autorità recata in contesa, dimodochè, quando fu posto il partito, a' giorni sette del mese di febbrajo dell'anno 1765, i no non poterono arrivare oltre i cinquanta; ed i sì furono dugencinquanta; e perciò fu vinta la provvisione, la quale fu con grandissimo favore approvata dalla Camera Alta addì otto marzo susseguente, e dal Re addì 22 del medesimo[2].

Questo è stato quel famoso andirivieno trovato dai più sottili e più fini cervelli inglesi, del quale non saprei dire, se sia stata maggiore la sofisticheria, o l'intempestività. Certo è, che da questo ebbero origine in America tutti que' garbuglj e rimescolamenti, i quali proruppero prima in manifesta guerra civile, poscia n'arse l'Europa tutta di guerra, e finalmente ne nacque una totale disgiunzione di una parte nobilissima dell'Impero britannico dalla sua metropoli. Dal quale rivolgimento, se non furono diminuiti la gloria e lo splendore delle armi d'Inghilterra pel valore ed ardire mostrati in tutti gli accidenti della guerra da' suoi soldati, certo ne furono scemate la potenza e l'autorità sue presso tutte le nazioni del mondo.

La notte, che fu vinta la provvisione, il dottor Franklin, il quale si trovava allora in Londra, scrisse a messer Carlo Thompson, quegli, che fu poi segretario del Congresso: il sole della libertà essere tramontato; dover gli americani accendere i lumi dell'industria e della masserizia. Al quale, messer Carlo rispose: apprendere, che ben altri lumi, che quelli, avessero ad accendersi; e così ei predisse le turbazioni, che dovevano seguire.

FINE DEL LIBRO PRIMO

NOTE

«Non potersi dubitare della buona volontà e prontezza de' rappresentanti di propria elezione loro a concedere di tempo in tempo tali ajuti per la difesa della contrada, che sarebbero necessarj giudicati, per quanto le facoltà loro si distendessero.

«Il popolo delle colonie, il quale era il primo a provare le impressioni delle armi nemiche con la perdita dei loro beni, vite e libertà, potere anche giudicare più fondatamente delle forze necessarie a levarsi e mantenersi, delle fortezze da alzarsi, e delle proprie abilità loro a sopportar le spese, che il Parlamento inglese così lontano.

«I governatori spesso andare nelle colonie per farvi la penna, e riportarne il frutto seco loro in Inghilterra; nè essere perciò uomini di quella capacità ed integrità che si richiederebbero; non avere i medesimi terre in America, nè alcun'altra specie di congiunzione cogli Americani da potere essere stretto interessati nella prosperità di questi, e dovere piuttosto desiderare il levare e mantenere più soldati, che non sia necessario, per meglio raggranellare per sè medesimi, e far provvisioni per gli amici ed aderenti loro.

«I consiglieri nella più parte delle colonie essendo eletti dalla Corona dietro la raccomandazione dei governatori, essere le più volte uomini di basso stato, gente di corteggio dei governatori per la speranza degli uffizj, e perciò di facoltà di quelli; doversi perciò ragionevolmente sospettare dell'autorità dei governatori, e Consiglj per levar le somme ch'essi stessi giudicano necessarie per mezzo delle tratte sul maestrato del tesoro, da essere quindi rimborsate dalle tasse poste sul popolo americano dall'autorità del Parlamento. E che cosa gli potrebbe contenere dall'andar fantasticando spedizioni inutili, disturbar con esse il popolo, e da' suoi lavori frastornarlo; e ciò affine di creare uffizj ed impieghi per gratificare i loro, e dividersene i frutti?

«Il Parlamento d'Inghilterra così lontano essere soggetto alle male informazioni, e poter essere facilmente aggirato dai governatori e dai Consiglj, i quali perciò impedirebbono anche gli effetti delle querele americane.

«Avere gli uomini inglesi il diritto indubitabile di non essere tassati, se non se di proprio consenso loro dato dai proprj rappresentanti, e non avere le colonie nissun rappresentante nel Parlamento britannico.

«Volere tassargli per atto del Parlamento, e togliere loro la facoltà di eleggere un Consiglio rappresentativo, che s'aduni nelle colonie, e consideri, e giudichi della necessità e quantità di una general tassa, mostrare un sospetto della lealtà, o fede loro verso la Corona, o di poco amore verso la patria, o della pochezza delle menti americane, sospetto che invero non hanno meritato.

«Constringer le colonie a dar la pecunia loro senza il proprio consentimento, esser piuttosto un levar contribuzioni in un paese nemico, che tassar uomini inglesi per un comune benefizio loro, ed essere perciò un trattargli come un popolo conquistato, e non come sudditi inglesi.

«Una tassa posta dai rappresentanti delle colonie poter essere facilmente diminuita secondo l'esigenza dei casi; ma posta dal Parlamento, e ciò sulle istanze ed informazioni dei governatori, doversi probabilmente mantenere e continuare per l'autorità di questi con grave molestia e carico delle colonie, ed impedimento de' progressi e prosperità loro.

«La facoltà concessa ai governatori di far marciare gli abitanti da una estremità ad un'altra delle colonie inglesi e francesi, essendo questa una contrada almeno millequattrocento miglia quadrate larga, senza la previa approvazione e consentimento dei rappresentanti loro, poter dar luogo a spedizioni onerose pel popolo delle colonie, ed abbassarlo a quella condizione, in cui si trovano i sudditi di Francia nel Canadà ridotti, i quali ora sono da simile autorità da parte del governatore loro oppressati, il quale, sono due anni, hagli grandemente travagliati con lunghi e distruggitivi viaggi verso l'Ojo.

«Se tutte le colonie insieme possono essere bene amministrate dai governatori e Consiglj eletti dalla Corona, senza rappresentanti, anche le colonie particolari poter essere in tal modo amministrate, e le tasse imporvisi per autorità del Parlamento, e ad uso e sovvenimento del governo; e perciò doversi come inutili dimettere le assemblee loro provinciali e colonarie.

«Le facoltà concesse per la lega di Albania al Gran Consiglio, anche in rispetto alle materie militari, non si distendere tant'oltre, quanto quelle che sono state concesse dai diplomi reali alle colonie dell'isola di Rodi, e del Connecticut, facoltà non mai state misurate, imperciocchè per quella lega il presidente generale sarebbe eletto dalla Corona, ed avrebbe la facoltà del divieto, quandochè i governatori di queste due colonie, ed hanno la facoltà del divieto, e sono eletti dal popolo.

«Le colonie inglesi confinanti colle terre francesi essere propriamente le frontiere dell'Impero britannico, e le frontiere di un Impero doversi a spese comuni di tutte le parti di esso difendere; e non sarebbe aspra ed importevol cosa tenuta, se il Parlamento ove le coste della Gran-Brettagna non vi avessero rappresentanti, ponesse sopra gli abitanti di queste uno speciale balzello, a fine mantenessero essi soli tutto il navilio dell'Inghilterra sotto colore, che questo gli difende ed in ispecial modo gli protegge? E se le frontiere inglesi in America, le quali sono le colonie americane, debbono esse sole sopportare le spese della propria difesa, sarà giusto, sarà conveniente, non dovere aver esse voce, non poter rendere partito a concedere la pecunia, giudicare della necessità di essa, e del modo di riscuoterla?

«Oltre le tasse alla difesa delle frontiere necessarie, pagare sottomano le colonie grosse somme di denaro alla comune patria; imperciocchè le tasse imposte in Inghilterra sopra i possessori delle terre, e sopra gli artefici dovere di necessità rincarare il prezzo dei proventi di quelle, e delle manifatture di questi, ed una gran parte del medesimo pagarsi dagli avventori delle colonie, le quali perciò vengono a pagare una notabil porzione delle tasse inglesi.

«Esser per leggi severe ristretto il commercio delle colonie con le nazioni estere; e perciò invece, che gli abitanti loro potrebbero far procaccio presso di queste di manifatture a miglior mercato, esser giuoco forza, le comprino più care dalla Gran-Brettagna. Quindi apparire, la differenza tra questi due prezzi essere una tassa pagata dagli Americani all'Inghilterra; essere questi obbligati di trasportare immediatamente ne' suoi porti una gran parte dei proventi delle terre loro, dov'e' sono sottomessi a certi dazj, la qual cosa ne diminuisce il prezzo, e sono pertanto i possessori necessitati a vendergli a minor prezzo di quelli, che ne avrebbono ne' mercati esterni; e perciò la differenza essere una tassa pagata all'Inghilterra.

«Certe manifatture essere in America proibite, e doverne i coloni cercare i lavorii dai mercatanti inglesi; adunque l'intiero prezzo di questi essere una tassa pagata all'Inghilterra.

«Avendo gli Americani negli ultimi tempi accresciute le richieste e la consumazione delle manifatture inglesi, essere perciò queste rincarate d'assai, e perciò il soprappiù del prezzo essere un profitto al netto per l'Inghilterra, ed abilitare gli abitanti suoi viemaggiormente a pagare le tasse loro; e siccome esso soprappiù è pagato in buona parte dagli Americani, essere questo una vera e reale tassa imposta loro a favore dell'Inghilterra.

«In somma non essendo agli Americani lecito di regolare il proprio commercio, e di restringere la introduzione e la consumazione delle superfluità inglesi, siccome può l'Inghilterra la introduzione e la consumazione delle superfluità forestiere, tutta la ricchezza dei coloni, in ultimo concorrere ed andare a terminare nell'Inghilterra; se gli Americani colle ricchezze proprie arricchiscono gl'Inglesi, e viemeglio gli abilitano a pagare le tasse loro, non è questa la medesima cosa, come se essi stessi fossero tassati, ed egualmente vantaggiosa per la Corona? Di queste tasse secondarie non essersi mai gli Americani doluti, quantunque l'imporle, il riscuoterle, il disporne non sia in loro facoltà; ma pagare gravi tasse immediate e dirette, delle quali ei non abbiano a prestare il consentimento, nè della opportunità delle quali possano in niun modo giudicare, nè dell'uso, che s'ha da farne; e forse di quelle tasse stesse, ch'essi riputerebbero altrettanto inutili, quanto gravose, parere troppo insolita ed ardua cosa ad uomini inglesi, i quali non possono comprendere, come l'aver date le vite e le facoltà loro per soggiogare e popolar nuove contrade, allargare il dominio, ed accrescere il commercio della patria loro, abbia ad essi fatto perdere, come se fossero felloni stati, i diritti naturali de' Brettoni, i quali crederebbero anzi di aver meritati, quando anche fossero prima stati in una condizione servile costituiti. Per tutte queste ragioni, se l'alterazione alla lega d'Albania disegnata fosse posta ad effetto, essere da temere, non il congresso dei governatori, e dei Consiglj in tale modo eletti, non essendovi verun maestrato di rappresentanti, che approvi le deliberazioni loro, e concilj loro il favore del popolo, diventasse sospetto ed odioso; promuovessersi le animosità e le discordie tra i governatori ed i governati, e tutto tendesse al tumulto ed alla confusione.»

Questa fu la lettera di Franklin.

1 Che una gabella di marca di tre pensi sterlini (sei soldi tornesi) sia imposta sovra ogni pezzo di carta vitellina, o di carta pecora, o sovra ogni pezzo o foglio di carta, sui quali sia, o manoscritta o stampata qualche dichiarazione, citazione, risposta, replica, mora o altro atto qualsivoglia, ovvero copia de' medesimi in qualunque Corte di giustizia nelle colonie inglesi, e piantagioni d'America.

2 Medesimamente una gabella di marca di due scellini sterlini (quarantotto soldi tornesi) sopra simili foglj di carta per ogni atto di cauzione speciale, e di comparizione in conseguenza del medesimo nelle suddette Corti.

3 Ancora una gabella di marca di un scellino, e sei pensi sterlini sopra simili foglj contenenti alcuna richiesta, cedola, comparsa, richiamo, citazione, risposta, replica, mora ed altri atti in ogni Corte di cancelleria, o sia di discrezione, ed equità.

4 Ancora tre pensi sterlini per ogni copia di detti atti in alcuna delle medesime Corti.

5 Ancora uno scellino sterlino sopra ogni monitorio, richiamo, risposta, allegazione, inventario o rinunzia in materia ecclesiastica avanti ogni Corte dell'ordinario, o altra esercente una giurisdizione ecclesiastica.

6 Ancora sei pensi sterlini sopra ogni copia di testamento, monitorio, richiamo, risposta, allegazione, inventario, o rinunzia in materia ecclesiastica avanti alcuna delle dette Corti.

7 Ancora due lire di sterlini (quarantotto lire tornesi) sopra ogni foglio di dette carte contenente donazioni, presentazioni, collazioni o instituzioni di, od a qualche benefizio, o scritture, ed instromenti ad un tale oggetto, o registrazioni, o atti di admissioni, o testimoniali, od attestati di ogni grado conseguito in qualche Università, Accademia, Collegio o Seminario di studj.

8 Ancora uno scellino sterlino sopra ogni monizione, cedola, richiamo, comparsa, allegazione, informazione, lettera di richiesta, esecuzione, rinunzia, inventario, o altr'atti vanti le Corti dell'Ammiragliato.

9 Ancora dieci scellini sterlini sopra ogni foglio di copia di essi processi ed atti.

10 Ancora dieci scellini sterlini sopra gli atti di appellazione dai semplici tribunali di pace.

11 Ancora cinque scellini sterlini per iscritture di convenzione per levar multe, o di permissione di presa di possesso di qualche successione ordinaria, o di sommazione di comparizione, che sia emanata da qualcheduna di esse Corti, od a quella abbia a ritornare.

12 Ancora quattro scellini sterlini per giudizj, decreti, o dimissioni, o altri memoriali nelle suddette Corti.

13 Ancora uno scellino sterlino per atti di assicurazione, cauzione, comparizione, interrogatorj, deposizioni, o mandati di ogni Corte, o commissione, copie, sommazioni, citazioni compulsorie, e somiglianti, eccettuati però i casi criminali.

14 Ancora dieci lire di sterlini per licenze, destinazioni, o admissioni di qualunque consigliere, avvocato o procuratore, a dir cause presso le dette Corti, o di qualunque notajo.

15 Ancora quattro pensi sterlini per licenza di levar dai porti ogni sorta qualsivoglia di grasce, derrate, o merci, per licenze di dipartita, per attestati di aver soddisfatto alle dogane.

16 Ancora venti scellini sterlini per lettere di marca, o commissioni per andare in corso.

17 Ancora dieci scellini sterlini per commissioni di qualche uffizio, o impiego lucrativo per lo spazio di un anno, o per minor tempo, e di un provento maggiore di venti lire di sterlini all'anno, compresoci lo stipendio ordinario, gli emolumenti, e quel che fa la penna, eccettuate però le commissioni degli uffiziali di terra e di mare, dell'artiglieria o della milizia, e dei tribunali di pace.

18 Ancora sei lire di sterlini per libertà, privilegi, franchigie concesse sotto il sigillo di qualcuna delle dette colonie, o piantagioni.

19 Ancora venti scellini sterlini per licenze di vendere a minuto ogni sorta di liquori spiritosi.

20 Ancora quattro lire di sterlini per licenze di vender vino a minuto concesse a quelle persone, che non abbiano ottenuta la licenza di vendere a minuto i liquori spiritosi.

21 Ancora tre lire di sterlini per licenze di vendere a minuto l'uno e gli altri.

22 Ancora cinque scellini sterlini per testamenti, lettere di amministrazione o di tutela di beni, eccedenti il valore di venti lire di sterlini.

23 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

24 Ancora sei pensi sterlini per obbligazioni di pagamento di ogni somma di moneta, la quale non ecceda quella di dieci lire di sterlini.

25 Ancora uno scellino sterlino per obbligazioni di pagamento di ogni somma di moneta maggiore di dieci lire di sterlini, e non maggiore di venti.

26 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per obbligazioni di pagamento di ogni somma di moneta maggiore di venti lire di sterlini, e non maggiore di quaranta.

27 Ancora sei pensi sterlini per ordini o decreti per accatastare e partire ogni quantità di terra non maggiore di cento acri.

28 Ancora uno scellino sterlino per somiglianti ordini o decreti per accatastare e partire ogni quantità di terra oltre le cento, e non oltre le dugento acri.

29 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per simili ordini o decreti per accatastare e partire ogni quantità di terra oltre le dugento, e non oltre le trecentoventi acri; ed all'avvenante per simili ordini o decreti per accatastare e partire ogni altra quantità successiva di trecentoventi acri.

30 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per gli atti qualsivogliano di ogni originaria concessione, appigionamento, od assegnazione qualsivoglia di ogni quantità di terra, non oltre le cento acri, per un termine non eccedente gli ventun'anni.

31 Ancora due scellini sterlini per simili atti per ogni quantità di terra oltre le cento, e non al di là delle dugento acri.

32 Ancora due scellini, e sei pensi sterlini per simili atti per ogni quantità di terra oltre le dugento, e non al di là delle trecentoventi acri; ed all'avvenante per altri simili atti per ogni altra successiva quantità di terra di trecentoventi acri.

33 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

34 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

35 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

36 Ancora quattro lire di sterlini per commissioni di qualche uffizio od impiego pubblico e lucrativo, non menzionato di sopra, e di un provento maggiore di venti lire di sterlini all'anno, compresovi lo stipendio ordinario, gli emolumenti, e quel che fa la penna, o per copie di esse, eccettuate le commissioni degli uffiziali di terra e di mare, dell'artiglieria o della milizia, o dei tribunali di pace.

37 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

38 Ancora due scellini, e sei pensi sterlini per inventarj, appigionamenti, affittamenti, contratti, stipulazioni, scritture di vendita, partite, protestazioni, capitoli di noviziato o convenzioni (eccettuate quelle che concernono il salario de' servitori non apprendenti, ed anche tali altre materie di sopra mentovate per essere gabellate).

39 Ancora cinque scellini sterlini per mandati o decreti per sindacare alcun conto pubblico, per ordini, concessioni, attestati non di sopra mentovati per essere gabellati, o per passaporti, o bullette, dimissione d'uffizj o polizze di assicurazione, eccettuati gli mandati o ordini pel servizio delle armate, degli eserciti, dell'artiglieria e della milizia, come pure le concessioni d'uffizj di minor provento di venti lire di sterlini all'anno, compresovi lo stipendio ordinario, gli emolumenti e quel che fa la penna.

40 Ancora due scellini, e tre pensi sterlini per iscritture notariali, obbligazioni, atti, lettere di procuratore, procure, gaggi, quitanze, ed altri istrumenti obbligatorj non di sopra menzionati per essere gabellati.

41 Ancora tre pensi sterlini per registrature di ogni atto, o altro istrumento qualsivoglia sopra mentovato per essere gabellato.

42 Ancora due scellini sterlini per registrature di ogni atto, o altro istrumento qualsivoglia non di sopra mentovato per essere gabellato.

43 Ancora una gabella di uno scellino sterlino su di ciascun mazzo di carte da giocare, che sia venduto o adoperato.

44 Ancora una gabella di dieci scellini sterlini su ciascuna coppia di dadi, che sia venduta o adoperata.

45 Ancora un mezzo penso sterlino su di ciascun libretto volgarmente chiamato Pamphlet, e su di ciascuna gazzetta non più larghi di un mezzo foglio, i quali siano nelle dette colonie, e piantagioni dispersi e pubblicati.

46 Ancora un penso sterlino sopra ciascun tal libretto, o sia Pamphlet, e carta di gazzetta più larga di un mezzo foglio, e non eccedente uno intiero.

47 Ancora due scellini sterlini sopra ciascun tale libretto, o carta di sei foglj in ottavo, di dodici in quarto e di venti in foglio.

48 Ancora due scellini sterlini su di ciascun avviso stampato in ogni gazzetta qualsivoglia, o fogli, o libretti suddetti.

49 Ancora due pensi sterlini sopra ciascun almanacco o calendario per un solo anno, o per minor tempo di un anno, scritto, o stampato sopra una faccia sola di ciascun foglio.

50 Ancora quattro pensi sterlini sopra ogni almanacco, o calendario per un solo anno, scritto, o stampato sulle due faccie di ciascun foglio.

51 Ancora che le suddette rispettive gabelle sugli almanacchi e calendarj tante volte s'abbiano a pagare per gli almanacchi o calendarj di più anni, quanti sono gli anni per i quali e' possono servire.

52 Ancora che una gabella nella proporzione di sei pensi sterlini sia posta sopra ogni ventina di scellini di ogni somma non eccedente cinquanta lire di sterlini, le quali siano date, pagate, contrattate o convenute per ogni praticante o novizio o apprendente, il quale sia posto o collocato con qualche maestro o maestra, padrone o padrona a fine d'imparare qualche professione, traffico od impiego.

53 Ancora che una gabella nella proporzione di uno scellino sterlino sia posta sopra ogni somma eccedente cinquanta lire di sterlini, le quali per simili cause siano date, pagate, contrattate o convenute.

54 Ancora che ogni pezzo di carta vitellina o di carta pecora, od ogni foglio o pezzo di carta, sul quale siano scritti o stampati atti, istrumenti, processi, o altre materie o cose sovramenzionate in tutt'altra lingua, che nell'inglese, abbiano a pagare doppia gabella di quella, alla quale e' sono rispettivamente sottoposti.

55 Finalmente che il provento di tutte le soprascritte gabelle abbia a pagarsi nella tesoreria di Sua Maestà, ed ivi tenuto in serbanza, per essere quindi usato di tempo in tempo dal Parlamento a fine di viemaggiormente far le spese necessarie alla difesa, protezione e sicuranza delle dette colonie e piantagioni.

Notes in this chapter

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