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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09

Note 367 — CAPITOLO XLIX. (continued 2)

Davide Bertolotti translation

Furon trovate seimila urne che servivano per gli schiavi e pei liberti d'Augusto e di Livia. Tanta era la moltiplicità degl'impieghi, che uno schiavo per esempio non aveva altra incumbenza che di pesare la lana filata dalle fantesche di Livia, un altro d'aver cura del cane ec. (Camere sepolcrali ec. del Bianchini. Vedi pure l'estratto della sua opera nella Biblioteca Italica, t. IV, p. 175, e l'elogio fattone da Fontanelle, t. VI. p. 356). Ma quei servi avean tutti lo stesso grado, e forse non erano più numerosi di quelli di Pollione o di Lentulo. Provano solamente quanta fosse in generale la ricchezza della città di Roma.

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