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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 04

NOTE:

Davide Bertolotti translation

32.

Agnoscas regina libens mea signa necesse est; In quibus effigies crucis aut gemmata refulget, Aut longis solido ex auro praefertur in hastis, Hoc signo invictus transmissis alpibus ultor Servitium solvit miserabile Constantinus. ··············· Christus purpureum gemmanti textus in auro Signabat Labarum clypeorum insignia Christus Scripserat; ardebat summis crux addita christis. Prudent. in Symmach. l. II. v. 464. 486.

54.

Lors Constantin dit ces propres paroles: J'ai renversé le culte des idoles; Sur les débris de leurs Temples fumans Au Dieu du Ciel j'ai prodigué l'encens. Mais tous mes soins pour sa grandeur suprême N'eurent jamais d'autre objet que moi-même; Les saints autels n'étaient à mes regards Qu'un marchepied du trône des Césars. L'ambition, la fureur, les délices Étaient mes Dieux, avoient mes sacrifices. L'or des Chrétiens, leurs intrigues, leur sang Ont cimenté ma fortune et mon rang.

Può leggersi con piacere il poema, che contiene questi versi, ma non si può con decenza nominare.

* Gli asili sono ora aboliti in tutta l'Italia, perfino negli Stati Ecclesiastici.

Tolemaide, nuova città, 82 miglia all'Occidente di Cirene, assunse gli onori di Metropoli della Pentapoli o della Libia superiore, che furon poi trasferiti a Sozusa. Vedi Wesseling (Itiner. p. 67-68. 732.) Cellario (Geogr. T. II. part. II. p. 72, 74.) Carlo da S. Paolo (Geogr. Sacr. p. 273.) D'Anville (Geogr. Anc. T. III. p. 43, 44. Mem. de l'Acad. des Inscript. Tom. XXXVII. p. 363-391).

Saepe premente Deo fert Deus alter opem.

Per onore della natura umana ho sempre piacere di scoprire qualche buona qualità in quegli uomini, che dallo spirito di parte si sono dipinti come mostri e tiranni.

Explicat aula sinus, montemque amplectitur alis; Multiplici latebra scelerum tersura ruborem. . . . . pereuntis saepe pudoris. Celatura nefas, Venerisque accommoda furtis.

Questi versi son presi dall'Architrenius lib. IV. c. 8. opera poetica di Giovanni di Hauteville, o Hauville Monaco di S. Albano verso l'anno 1190. Vedi Warton Istor. della Poes. Ingl. Vol. 1 dissert. 2. Tali furti però erano forse meno perniciosi per il genere umano delle Teologiche dispute della Sorbona, che di poi si sono agitate sul medesimo terreno. Bonamy Mem. de l'Acad. Tom. XX. p. 678-682.

. . . . . . . . In questa guisa il truce Viandante infernal per l'aspro e 'l piano, Il denso, il raro, i ripidi, i burroni Capo e mani, ali e piedi oprando a gara, Il suo cammin sospinge, ed or s'attuffa, Ora nuota, ora striscia, or guazza, or vola.

Centum quadrijugos agitabo ad flumina cursus.

Sembra che corressero cinque o sette volte intorno alla meta. Svet. in Domit. c. 4. E secondo la misura del Circo Massimo a Roma, dell'Ippodromo a Costantinopoli ec. poteva essere un corso di circa quattro miglia.

389.

..... Ductor fortissimus armis; Conditor et legum celeberrimus; ore manuque Consultor patriae; sed non consultor habendae Religionis; amans tercentum milia divum. Perfidus ille Deo, sed non et perfidus orbi.

Prudent. Apotheos. 450. Sembra che la coscienza d'un sentimento generoso abbia innalzato il Poeta Cristiano sopra la solita sua mediocrità.

Saeva fames aderat. . . . Miles eget: tota censu non prodigus emit Exiguam cererem. Proh lucri pallida labes! Non deest prolato jejunus venditor auro.

Vedi Guichardt. Nouv. memoir. milit. Tom. I. p. 379, 382. L'analisi, ch'ei fa delle due campagne in Ispagna e nell'Affrica, è il più nobile monumento, che sia mai stato innalzato alla fama di Cesare.

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