Note 910 — LIBRO DECIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA DALL’ANNO 1260 AL 1305. (continued 5)
Renato Manzato translation
Vasari, IV, 186. Ei dice, ma non prova (I, 243), che l’architetto ne fosse Marchione di Arezzo; e da lui attinse Donato. Il Valesio dedicò a quella torre una dissertazione nella Lettera al barone Stosch (raccolta dal Calogera, T. 28). Sulle mura della torre evvi una iscrizione del tempo di Petrus de Comite (1280). Eccola:
Haec domus est Petri valde devota Nicholae Strenuus ille miles, fidus, fortissimus atque; Cernite, qui vultis secus hanc transire Quirites: Quam fortis intus, composita foris Est unquam nullus vobis qui dicere possit.
Il Corvisieri, nel suo scritto Sull’Aqua Tocia, p. 71, crede che questo Pietro Conte, senatore di Roma, fosse l’edificatore della torre: però in tal caso egli se n’avrebbe dato il vanto nell’iscrizione, invece di dire, come dice, che n’era il possessore.