Note 819 — LIBRO DECIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA DALL’ANNO 1260 AL 1305. (continued 4)
Renato Manzato translation
Scrittori contemporanei ne parlano nello stesso modo come se ne diffuse la leggenda: così il Villani, Fr. Pipino, Ferretus (diabolico correptus a spiritu caput muro saevus incussit), Chron. Estense (Mur., XV, 350), Paolino di Piero, p. 64, fin sant’Antonino, III, 259. Questi Autori ed altri hanno fatto di Bonifacio VIII un re Lear. I Cronisti tedeschi non dicono che impazzisse. Che egli colle sue mani si dilacerasse le carni, è contraddetto dal fatto che il suo cadavere si trovò intatto allorchè lo si scoperse nell’anno 1605: vedine la relazione officiale nel Raynald, ad a. 1303, n. 44. Il suo volto spirava maestà anche in morte: severitatem magis quam hilaritatem ostendebat.