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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 5/8

Note 708 — LIBRO DECIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA DALL’ANNO 1260 AL 1305. (continued 3)

Renato Manzato translation

Il Vitale, per questa età, manca di ragione critica: unica fonte, e spesso pare un geroglifico, è la Vita Coelestini V scritta in versi da Jacopo Stefaneschi, figlio di Pietro senatore (Mur., III, 621). Una glossa dell’Autore dichiara che senatore fosse Agapito (p. 621, n. 33). Nel Vitale (che segue il Garampi, Saggi di osserv. sul valore delle antiche monete pontificie, App. n. 32) per l’anno 1293 figurano come senatori Matheus Rainaldi Orsini e Riccardus Tebaldi. Dall’Ott. 1293 in poi furonlo quelli che nel testo nominammo. Petrus Stefani era stato nel 1280 podestà di Firenze, quando il cardinale Latino vi pose pace fra Guelfi e Ghibellini (istromento dei 18 Genn. 1280, nel Cod. Riccardian., n. 1878, p. 349). Il suo nome completo è Petrus Stephani Rainerii: così egli appella sè stesso da senatore (quando ne tenne l’officio insieme con Odone de S. Eustachio) ai 12 Maggio 1294, in un docum., di cui trassi copia nell’arch. di Aspra. È la reaffidatio che abitatori di quel Comune conchiudono coi due senatori.

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