Note 602 — LIBRO DECIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA DALL’ANNO 1260 AL 1305. (continued 2)
Renato Manzato translation
Saba, p. 849. Della sua morte tiene nota nel Dic. 1288 il Memoriale dei Podestà di Reggio. Vi è appellato praefectus urbis; e così lo chiama eziandio l’epitaffio dell’arca famigliare che è in santa Maria de Gradi a Viterbo (Bussi, p. 159 e App. XXI e XXII; documenti concernenti l’assoluzione e il testamento di Pietro). Morendo comandò che il suo corpo si facesse in sette brani in detestationem septem criminalium vitiorum... Actum Vici in Rocca in camera dicti Testatoris (A. 1268. Ind. XII, die VI mensis Decem.). Secondo i Regesti di Carlo (1271 B, n. 10, fol. 159), lasciò due figli Pietro e Manfredi e la vedova sua Costanza. Manfredi (nel 1308 fu prefetto urbano) aveva per fermo ricevuto il suo nome di battesimo da re Manfredi. La casa dei Vico risale fino al secolo duodecimo, e (omai sul principio del decimoterzo) dall’officio della prefettura tenne il nome de Praefectis od anche di Praefectani. Innocenzo IV nel 1248 scrive: Praefecto urbis, Petro Bonifatii, Amatori quondam Gabrielis de Praefectis, dominis de Vico et aliis Praefectanis... (Theinee, Cod. Dipl., I, n. 233).