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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 5/8

Note 582 — LIBRO DECIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA DALL’ANNO 1260 AL 1305. (continued 2)

Renato Manzato translation

Arch. di Siena, n. 871; pergamena di grande formato e di bellissima scrittura. I Syndici di Pisa, di Siena e della pars Ghibellina de Tuscia (Pistoia, Prato, Poggibonsi, San Miniato ecc.) nominano in Tuscia Capitaneum generalem Excelsum Magnif. et Illust. Vir. D Henrigum — nunc Alme Urbis Senatorem — per spatium quinque annorum. Stabiliscono la garanzia dei loro proprî diritti, ma salvis in omnib. predictis honoribus illustrix Regis Corradi. Vien servata la lega fra Pisa e Venezia. Actum Urbi in palatio SS. quactuor Coronatorum, ubi idem D. Capitaneus morabatur, presentibus D. Accone Judice Guidoni Bov. de Parma. D. Uguiccione Judice. D. Janni Mainerio. Magistro Vitagli de Averssa. Mariscopto notario. D. Marito de Florentia. D. Ormano de Pistorio. D. Ugolino Belmonti et de Uberto Judice de Senis sub A. D. Millesimo CCLXVII Ind. XI prima die Kal. Decembris secundum curssum Alme Urbis. Ego Usimbardus olim Boninsegne... — In un secondo atto le città si obligano di difendere i proprî diritti, Arrigo e i suoi partigiani, et ad domanium Imperii in Tuscia acquirendum et occupandum... Arrigo si impegna di non tollerare che Carlo eserciti dominio alcuno in quelle città. Actum ut supra. — Un terzo istromento contiene il trattato fra esse e Roma per sicurtà di traffico, per protezione scambievole dei loro diritti e per abolizione delle rappresaglie. Actum ut supra.

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