Note 123 — LIBRO SETTIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO UNDECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Ibid., c. 8. Domenico entrò una volta nella cella del Damiani orrendamente stravolto in viso, tamquam si pila fuerit ptisanarum more contusus, e sclamò con aria di trionfo, che in quella serata era giunto alla fine nientemeno che di otto salterî. Però il Damiani confessa che il corazzato recitava i salterî soltanto mentalmente. Il santo gli eresse un monumento in una breve biografia che ne scrisse (tom. II, 483). Davasi nome di disciplina eziandio alla flagellazione; i colpi sulla mano dicevansi palmatae, i flagelli scopae.