Note 805 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 5)
Renato Manzato translation
La sola Inghilterra pagava ad ogni anno trecento marchi de denario b. Petri. — Svezia e Norvegia: Singuli lares, monetam ejusdem terre. — Rex Sicilie debet pro Apulia, Calabria et Marcia 1000 scifatos. — Genova pagava per Corsica una libbra d’oro all’anno. — Il regno di Aragona, cinquecento mancusi d’oro. — I redditi che paga Roma sono assai tenui; non si tien nota che del censo pagato da cinque chiese, e di un Marabotinus che deve la torre vicina al Pons Judaeorum. — Nella Campagna (Campania Terra Domini Papae) i Vescovi di Anagni, di Ferentino, di Alatri e di Veroli soddisfanno ad ogni coronazione del Papa, sessanta braccia di panno e dugento scodelle (Scutellas): anche oggidì la sola industria che v’abbia colà è quella dei panni e delle stoviglie d’argilla. — Ostia fornisce due carichi di legname. — I terrieri di Anticoli hanno obbligo di cinquanta prosciutti, di venti solidi e di cinquanta focacce a Natale (L Scapulae porcinas, et solidos XX, et L placentas in festo Nativitatis). Molte chiese d’Italia pagano (in natura) cera, pepe, panno, legno, focacce, incenso, olio: erano le calendae pontificie in grande. Non si tiene qui nota delle rendite provenienti dai feuda dei Baroni: anch’esse erano poca cosa.