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Storia degli Italiani, vol. 15 (di 15)

Note 212 — APPENDICE I. DEI PARLARI D’ITALIA (continued 3)

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Questo partito sembrerebbe opportuno anche per un dizionario etimologico italiano, dove s’abbandonassero le voci derivate più o meno direttamente dal latino e dal greco, e si esaminassero quelle che hanno origine diversa: p. e. ammiccare, astio, avello, avventare, baccello, bagliore, balza, berlina, bieco, bigoncia, bilenco, bisbiglio, bolso, boria, broncio, brutto, bufera, bussare, caffo, ceffo, ciacco, cimento, covone, crusca, dileggiare, elsa, foggia, frasca, gara, gire, gozzo, masso, minestra, melma, nastro, pazzo, pentola, pergamo, peritarsi, pezzente, pignatta, salassare, schiaffo, ticchio, tomajo, topo, tralcio, vetta, vizzo, vuoto, zolla, zuffa.

Molte voci abbiamo derivate dal greco, che non trovansi in latino, come

masticare da μασταζειν zio θεἳος

spata σπάθη liscio λισσός

tomba τύμβος mustacchi μύσταξ

ballare βαλλίζειν piatto πλαύτς

botte βύτις pitocco πτωχός

borsa βύρσα tapino ταπεινός.

Girare, che è in Plinio, Nat. Hist., viene da γῦρος, donde noi traemmo giro. Magari!, che i Latini diceano utinam, è dal greco μακάριος, e trovasi già in Ciullo d’Alcamo (macara se dolesseti), e in altre lingue romanze, come nel romancio di Coira, magari ca ei fuss bucca ver, così non fosse vero! e nel valacco màcar cë: nel serbo makar; nell’albanese màcar.

In Calabria si dice tuttora crai, poscrai per domani e posdomani; velte per tronco; vertola per bisaccia.

I grammatici ne dicono che gli Etruschi chiamavano καῶρα la capra: come i Siculi καγχαλος il ganghero.

Il napoletano dice strata, più vicino al latino che strada; e annare, comannare, siccome nel latino primitivo imbattiamo innulgentia, verecunnus, e in Plauto, tenno, distenno, dispenno.

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