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Storia degli Italiani, vol. 15 (di 15)

Note 128 — APPENDICE I. DEI PARLARI D’ITALIA (continued 2)

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«Dalla magione del meschino gastaldo passato nel palazzo ove stava ad albergo, il conte scôrse nell’alcova il signore in giubba e colla camicia, sopra un sofà bigio ricamato e colla tazza e con un limone, attorniato da gioviale brigata e da paggi; scudieri cogli sproni facevano guardia, e un astrologo spiegava l’almanacco, ecc.». In questo solo periodo paggio, astrologo, sono greci: gioviale, palazzo è latino antico; signore, scudiero, conte, latino basso; sofà ebraico (sophan alzare); almanacco, ricamato, giubba, camicia, meschino, alcova, limone arabo; magione celtico; gastaldo, brigata, sprone, guardia tedeschi; bigio ibero, ecc.

Così nel vivere usuale ci vestiamo di damasco, di mussolina, di indiane, di nankin, di frustagno (fostat), marocchino, cordovano, bulgaro, pantalone, makintosh, kirie, spencer, brandeburgo, pompadour; adopriamo majoliche, bielle, bajonette, pistole, campanelli (campania), crovatte; andiamo in berline, in landau, in brougham; mangiamo persiche, ciriege (kerras), cotogne (da cydon), granoturco, gransaraceno, castagne (castannan nell’Asia Minore), avellane (da avellino), scolopini; adopriamo pasquinate, arlecchinate, i ciceroni, urbanità, palazzi, denaro.....

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