Note 136 — APPENDICE I. DEI PARLARI D’ITALIA (continued 2)
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Quando l’arcivescovo Grossolano ebbe dal pontefice il palio, il popolo milanese gridava: Heccum la stola (Landolfo Jun., nei Rerum italic. Script., V. 476). Nella vita del beato Pietro Orseolo (Antiq. ital., II. 1031): Ait abbati lingua propriæ nationis, C abba, frusta me; hoc est, Virgis cede me. Poco poi abbiamo il grido d’arme de’ Crociati Deus lo volt. Nel 1179 Alberto Studense, Data sententia volenti loqui deposito non est data audientia; sed hostiarii clamabant, Levate, andate. Le donne romane all’antipapa Ottaviano davano lingua vulgari il titolo di smanta compagno. Baronio, ad ann. 1154.
I Milanesi contro il messo di Federico Barbarossa gridavano Mora, mora.