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Storia degli Italiani, vol. 14 (di 15)

Note 106 — CAPITOLO CXCII. Guerra santa. Conquassi. (continued 2)

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Normanby scriveva a Palmerston l’11 marzo: «Il signor Mercier fu spedito da Parigi a Torino per mostrare nella più stringente maniera al re di Sardegna il suicidale effetto della sua condotta nel provocare in questo momento la rinnovazione delle ostilità, e assicurarlo non s’aspetti verun sostegno dalla Francia se con ciò provocasse un’invasione de’ suoi dominj per l’esercito vincitore».

Palmerston, al 19 marzo, ricevuta la denunzia dell’armistizio, incaricava di esprimere quanto gli dispiacesse la strada in cui metteasi il Gabinetto di Torino; sperava ancora non si comincierebbero le ostilità; in ogni caso si procurasse cessarle ove fossero cominciate.

Mercier presentavasi a Novara al re, in nome del Governo francese, per dissuaderlo dal cominciare le ostilità (Edwards a Palmerston, 24 marzo). Abercromby faceva altrettanto (dispaccio 21 marzo), dopo che al 14 aveva scritto dolergli senza fine che il re, malgrado i ripetuti consigli delle Potenze mediatrici, esponesse la pace universale e il proprio paese con un attacco non provocato contro un vicino.

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