Note 277 — CAPITOLO CLXXII. Lettere e arti belle. (continued 2)
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— Meglio tardi che mai. Trovandomi in età d’anni quarantotto ben sonati, ed avere ben o male da vent’anni esercitata l’arte di poeta lirico e tragico, e non aver pure mai letto nè tragici greci nè Omero nè Pindaro, un nulla insomma, una certa vergogna mi assalì, e nello stesso tempo anche una lodevole curiosità di veder un po’ cosa avevano detto quei padri dell’arte». Vita.