Note 80 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti. (continued 2)
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E dipinti li credeva Carlo V quando fu per la coronazione a Bologna, e tratto lo stocco, ne distaccò alcune scheggie per chiarirsi. Andò poi alla cella ove il frate lavorava; il quale, appena lui entrato, richiuse l’uscio. L’imperatore gli disse che il suo compagno era Alfonso duca di Ferrara; e il frate soggiunge ben conoscerlo, ma nol voler ammettere alla sua officina perchè, traversando gli Stati di lui, era stato costretto pagar dazio pei pochi ferri di suo mestiere. L’imperatore lo chetò, e il duca concesse franchezza d’ogni pedaggio a lui ed a’ suoi allievi.