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Storia degli Italiani, vol. 10 (di 15)

Note 66 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti. (continued 2)

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Il cardinale Zen nel 1501 testò lasciando cinquemila ducati, perchè in San Marco gli si facesse la sepoltura di bronzo, altri milleseicento per ornare la cappella, e duemila da investire in beni stabili, del cui reddito vestir gentiluomini di casa Zen con mantello nero ogni suo anniversario, e cinquecento per un paliotto broccato con velluto e oro, da mettere quel giorno; al Sant’Antonio di Padova ducati cinquemila per una cappella con messa quotidiana; al duomo di Vicenza ducati cinquemila per una messa quotidiana e altre opere pie; al San Marco di Venezia nove grandi vasi d’argento; ai poveri di Venezia diecimila ducati; dodicimila per la fabbrica di San Fantino, oltre minori legati; e dell’avanzo, consistente in oro, argento, gemme, costituiva eredi Alessandro VI e la repubblica di Venezia.

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