Note 57 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti. (continued 2)
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Due pajono i Colantonio. I primordj dell’arte a Napoli furono ingombrati di favole da Bernardo Dominichi, Vite dei pittori, scultori e architetti napoletani; seguitato dal Lanzi. Volea correggere i troppi errori Enrico Guglielmo Schulz prussiano, che da molti anni lavorava a una storia delle arti nell’Italia meridionale, ma morì precoce. Masuccio secondo forse scomparirà dalle storie successive. Si veda il Discorso sui monumenti patrj, dell’architetto Luigi Catalani. Napoli 1842.
Quasi ogni scuola, anzi ogni paese ha storie artistiche particolari, come
Mariotti, Lettere pittoriche perugine;
Vidoni, La pittura cremonese;
Averoldi, Pitture scelte di Brescia;
Zamboni, Memorie intorno alle fabbriche di Brescia;
Pino, Dialogo della pittura veneziana;
Morona, Pisa illustrata nelle arti del disegno;
Trotti per Bergamo, Milanesi e Porri per Siena, Cricco per le arti trevisane, Maniago per le friulane, Malvasia, Ridolfi ecc. e i recenti editori del Vasari e il Cavalcasella.