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Saggio di ricerche sulla satira contro il villano

Note 329 — APPENDICE

Reading edition

Il Passarini, Op. cit., pag. 265, nº 563, spiega questo modo di dire, così: «La pace non cementata dall'affetto e dal pentimento sincero è la pace di Marcone». Ma osserva che è usato anche in senso equivoco e allora si riferisce alla notissima facezia, ricordata anche dal Torraca (Studi di Storia letteraria nap., Livorno, Vigo, 1884, pag. 196) e tratta da una Raccolta di aneddoti di cui abbiamo già avuto occasione di parlare, nella quale si narra la strana risposta che un matto diede a Fra Roberto da Lecce. La novella di Marcone è pure ripetuta dal Bandello (parte III, nov. XLIX), il quale in un'altra novella (parte I, nov. LIII), ricorda il Giambo di Marcone. In questo secondo significato è usato generalmente, e lo troviamo nella commedia Scanniccio di G. Roncaglia, atto II, e nella prima scena della Commedia di Pidinzuolo; anche il Riccoboni, Dell'Arte rappresentativa, Londra, 1728, cap. IV, pag. 38, lo ricorda:

Restino con la pace di Marcone I Cortigiani. . . . . . . . . . . .

Il Bartoli, Scenari inediti della Commedia dell'Arte, Firenze, Sansoni, 1880, pag. LVII, nota 2, e lo Stoppato, Op. cit., pag. 74, ricordano: La Pace di Marcone, commedia di Cristoforo Sicinio, Venetia, 1618.

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