Note (131) — CAPITOLO XV.
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Questa Setta (come lo rimarca un'illustre antico), che Filone ha dipinta in un trattato ch'esso ha fatto espressamente, affine di farne onore alla sua nazione, come i Greci che vantavano la morale, e la purità de' loro filosofi, è sembrata sì santa che i cristiani hanno ad essi invidiato la gloria delle loro austerità. I più moderati volendo togliere assolutamente alla Sinagoga l'onore di averli formati, e nutriti nel suo seno, hanno almeno sostenuto, ch'essi avevano abbracciato il Cristianesimo dal momento che S. Marco lo predicò in Egitto, e che cambiando di religione senza cambiare di vita, essi divennero i padri, ed i primi istitutori della vita monastica: questo sentimento è stato parimente sostenuto con calore da Eusebio, da S. Girolamo, e dal P. Montfaucon. Non è mancato per altro, chi gli confutasse, e dimostrasse loro l'assurdità di siffatte opinioni.