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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (130) — CAPITOLO XV.

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Il Cuzarì, unito a' Cabalisti, dice che Adamo avea un padre il quale servivagli anche da precettore, e questi era l'angelo Gaziel; il medesimo fece dono al suo discepolo di un libro in cui erano racchiusi tutti i più alti misteri di una scienza sublime, di cui è perlato diffusamente nel Zohar. E coloro che fanno professione di sottigliezze cabalistiche, assicurano che ogni simile patriarca dell'Israelismo, ha avuto un'angelo per protettore che l'istruiva di tutte le più interessanti, ed arcane cognizioni, nel tempo che lo difendeva da ogni sinistro avvenimento. Shem per esempio, ebbe, secondo essi, per maestro, e protettore l'angelo Jofiel; Abramo Jsedekiel; Isaak Raffael; Jacob, Peliel; Josef Gabriel; Mosè Metrathon, David Cerviel che lo soccorse ad uccidere Golia: (ved. il citato Bendior.)

Non v'ha certamente quanto i Cabalisti, che si sieno segnalati con entusiastico ardire ad inventare de' nomi differenti, che loro è piaciuto di appropriate ad un immensa quantità di angeliche intelligenze; essi sono anche pervenuti e moltiplicarle all'infinito, col mezzo di non so quali regole chimeriche, o fallaci, quanto si scorge essere pur oltremodo assurda l'arte della quale parliamo, e da cui partono. (ved. C. Agrip. de occul. Philosoph. Lib. III. Cap. 27 pag. 311, et seg.) È da essi positivamente che noi tenghiamo i nomi stravaganti di moltissimi altri angeli, così difficili a comprendersi quanto a pronunziarsi, e che inutile non solo, ma oltremodo pericoloso riuscirebbe di allegare, giacchè secondo' i cabalisti proferendo i nomi serafici di quelle beatifiche intelligenze, risultare si vedrebbe inevitabilmente una morte subitanea, nello stesso momento di pronunziarli; quindi è appunto perciò, che noi stimiamo conveniente di astenerci a farne quì particolare menzione.

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