Note (155) — CAPITOLO XIX.
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Molti Legislatori ancora intenti a rendere i popoli più rassegnati alle nuove instituzioni che volevano propalare fra di essi, facevano eglino credere di possedere il dono soprannaturale di tutte le arti, di tutte le scienze, di tutte le virtù possibili, mediante le continue divine intuizioni delle quali dicevano essere quelli suscettibili; Osiris facendo supporre di avere acquisito dal Cielo l'arte dell'agricoltura, in sommo grado, divenne col mezzo di tale inganno, il Legislatore, l'arbitro, e il Dio dell'Egitto; Licurgo, e Solone dicevano di essere secondati dagli oracoli; Zeleuco, e Pitagora vantavano entrambi d'accordo di essere inspirati da Minerva; Romulo sosteneva di essere guidato dal Dio Consus; Zoroastro governò i Persiani in nome di Oromaze; e Brama faceva suppone di avere ottenuta dall'invisibile monarca dell'universo la dottrina che ha esso propalato nell'Indostan; Thor e Odin legislatori de Visigoti davano ad intendere di essere essi medesimi due numi discesi dal Cielo; qualunque delirio nel fondatore dell'Islamismo, e per sino gli accessi epilettici de' quali, seguendo l'Alcorano, era egli suscettibile sovente, portavano presso i suoi Settarj, un impronta sovrumana. Gengiskan facevasi riguardare figlio unigenito del Sole, e come tali si annunziavano parimenti a' Peruviani Manco Capak, Coja mama Oello huaco sua sorella, e sua moglie.
Ecco finalmente come da un confine all'altro del globo tutti i suoi abitatori, senza forse eccettuarne alcuno hanno piegata la cervice sotto il giogo ignominioso del fanatismo. Confucio è forse il solo fra tutti i Legislatori antichi, che abusato non abbia della credulità de' suoi Chinesi.