Note (129) — Cap. XVI.
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Comunque intendere si vogliano unioni di tal fatta, come appunto la grande Assemblea Israelitica dottamente lo riflette nella sua terza soluzione, l'opinione de' talmudisti è, per altro, contraria onninamente alle medesime, nel modo che lo sarebbe, senza dubbio, parimenti quella de' preti nel caso inverso. E dunque per ciò che volendo noi essere attaccati al senso Letterale della Tradizione, dovremo inesclusivamente riguardare questi vincoli come affatto incompatibili con quella, e recalcitranti a tutto ciò che la medesima prescrive ad un tale riguardo, o pure rigettare questa interamente se vogliamo che si fatti Matrimonj corredati vangano di quella validità necessaria per consolidarli, e con tanta più ragione appigliare ci dovremo risolutamente a quest'ultimo partito salutare, quanto che se noi riflettiamo a quelle tante cerimonie religiose che sono in uso attualmente presso gli ebrei talmudisti nell'occasione de' Matrimonj che si contraggono fra di essi, noi vi osserveremo non esservene forse alcuna che sia stata nè prescritta, nè ordinata da Mosè come precetto obbligatorio, e indispensabile, malgrado che come tali si mirino praticate, e mantenute oggi da' medesimi col massimo accanito fervore.