Note (131) — Cap. XVI.
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Infiniti percuotenti esempi concorrono a dimostrarci, e quello che ci offre il popolo ebreo più di ogni altro certamente che la soverchia confidenza che suole porre per l'ordinario, un popolo avvilito in certe pratiche esterne, come sarebbero preci, digiuni, e Cerimonie religiosi, che si fanno da quello tenere, come osservammo, le veci, ed il Carattere di religione, e che vi attacca per conseguenza l'efficacia la più pronta, e la più sicura, lo riduce per sino a persuadersi che Dio non occupandosi che di essa, in ricompensa dell'esercizio delle medesime opererà incessantemente de' miracoli sorprendenti a suo riguardo; ed ogni nemico il più formidabile diventerà al suo cospetto debole, ed atterrito, ed impotente a nuocerlo, o a perturbare la sua tranquillità. Abbandonato ad una tale smodata fiducia esso resta intimamente convinto, che anche immobile o inoperoso a fronte delle sue ostilità, Dio veglia sempre alla di lui valida difesa, e conservazione; ma il fatale successo non tarda in seguito a provargli, come seguì appunto agli Israeliti al tempo de' Maccabei, quanto caro gli costi una si vana speranza, e la vittoria esso diventa finalmente della illusoria Confidenza nella quale avea egli riposta la sua vera difesa, e il suo sostegno.