← Table of contents
Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Note (143) — Cap. XIX.

Reading edition

Sarebbe egli fuori di proposito di porre quì un assoluta mutazione modificazione anche nelle preghiere sacre interminabili usitate recitate da questo popolo nell'esercizio del Culto, dimostrando ad esso il grave detrimento che la sana credenza di Mosè per tante parti risente in faccia degl'increduli dall'enorme affluenza, e la molesta durazione delle medesime? E quali ragioni potrebbonsi apporre agli argomenti filosofici, e inconcussi de' quali si serve fra i tanti oppositori Massimo di Tyro per dimostrare l'insofficienza delle medesime preghiere, onde con altrettanti solidi, e idonei del pari provare ad esso in contrario l'urgenza, e l'efficacia delle medesime?

L'Essere Supremo, riflette quest'Autore, ha i suoi disegni da tutta l'Eternità: se la preghiera si conforma alle sue volontà immutabili, si rende allora inutile di domandargli ciò che ha essa già determinato di fare. Se si prega di fare il contrario di ciò che ha il fu dal medesimo risoluto, è lo stesso che pregarlo di essere debole, incostante; è credere ch'esso debba essere tale, è un deridersi di lui; o voi gli domandate una cosa giusta, e in questo caso esso la dee, e quella si farà senza che se ne preghi; questo è ancora diffidarsi del medesimo facendogliene instanza; o la cosa è ingiusta, e allora si oltraggia: Voi siete degno, o indegno della grazia che implorate; se degno esso lo sa meglio di voi; se indegno, si commette un delitto di più domandando ciò che non si merita.

Cosa rispondere mai si potrebbe a tali robusti, e inoppugnabili argomenti?

Per altro, gli stessi filosofi osservano che noi non facciamo delle preghiere a Dio, se non se per che la deplorabile fralezza umana lo ha sempre mai delineato secondo l'immagine nostra, quindi noi lo trattiamo come un terreno monarca, ed un sultano, che si può irritare, ed appagare secondo le Circostanze. Chi avesse la pazienza di percorrere i breviarj differenti di tutti i popoli che conosciamo, vedrebbe se tale appunto non è il carattere che da questi si fa generalmente dell'Essere Supremo.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings