Note (142) — Cap. XIX.
Reading edition
Oltre le tante altre prescrizioni superstiziose, e inutili, che per moltiplici volte abbiamo noi fin quì riprovate nella tradizione, quante ancora ve n'ha che meritare dovrebbero per ogni rapporto la nostra ripugnanza, il nostro sdegno, e che l'ebreo Talmudista non cessa di osservare, e mantenere col più denso fervore? Ma qual enorme contraddizione tante volte racchiude la massima di quelle, quali assurdi perniciosi non risultano sovente dalla pratica di esse? Quando la lunga barba sul volto è una marca di lutto, e di tristezza, mentre che questo medesimo segno mirasi conservato in osservanza delle feste ancora le più solenni; e quando si permette di accendere un lume in sera, o in giorno di festa, e si vieta nel tempo stesso di estinguerlo, e chi potrebbe annoverare le tante altre prescrizioni di tal fatta imposte da' Rabbini, tutte implicanti le assurde contraddizioni medesime in occasione di nascite, di morti, di solennità, di matrimonj? Per poca cognizione che si abbia, restare si dee a prima vista colpiti dalla stravaganza della massima parte di sì fatte cerimonie religiose, senza che io mi diffonda a rinnovarne quì la disgustosa menzione.