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Pro Judaeis

Note (343) — DOCUMENTI

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A che fine? Risponda per noi un contemporaneo e precisamente un Sacramorus, ambasciatore milanese a Roma e Protonotario apostolico, il quale scrivendo da Roma, a Cicco Simonetta, segretario del Duca di Milano, in data 7 agosto 1475, vien fuori, a proposito di questo fatto, con queste precise parole: “... èt il prefato nostro Signore manda el vescovo de Ventimiglia a Trento per vedere et examinare questo che se scrive, acciò che se pur sia vero, e non sia appetito de qualche roba...” (Cfr. Bollettino Storico della Svizzera Italiana; anno iv: gennaio-febbraio 1884, pag. 21). Il fine dunque si sospettava fin d'allora, ed era quello che noi siam sempre venuti dicendo: Appetito de qualche roba, come diceva quel buon Sacramorus, per non dire netto e schietto il desiderio di derubar le vittime, calunniandole.

C. G.

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