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Pro Judaeis

Note (281) — IV.

Reading edition

Gen., ix, 4 e segg. — Lev., iii, 17; vii, 26 e 27; xvii, 12, 14; xix, 26. — Deut., xii, 16, 23–25; xv, 23. Cfr. I. Samuele, xiv, 32, 33 e 34. — Ezecchiele, xxxiii, 25. — Che questi precetti biblici fossero rigorosamente osservati dagli Ebrei ci è poi provato dagli Atti degli Apostoli, xv, 28 e 29, nè poteva essere altrimenti se ricordiamo Maimonide aver lasciato scritto non esservi vera interpretazione della Bibbia se non quella che non si allontana dal senso naturale. Anche il Medici, acerbo nemico del nome giudaico, conferma in due luoghi questa ripugnanza degli Ebrei pel sangue. A pag. 72 della più volte citata sua opera scrive: “Si astengono parimenti dal sevo di Bue, di Capra e di Agnello e da qualsivoglia sorta di sangue, e di animale. Per non mangiare il detto sangue, scannan la bestia con molte loro superstizioni . . . . . Avanti di cuocere la carne la tengono per lo spazio di un'ora nel sale acciocchè esca tutto il sangue e poscia la lavano con diligenza.” E più innanzi a pag. 82: “Circa la proibizione del sangue è necessario sapere che in molti luoghi della Scrittura Iddio l'ha proibito.”

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