Note (279) — IV.
Reading edition
Le personalità ci ripugnano; ma vi sono casi nei quali lo smascherare disonesti avversari diviene un dovere. E, che l'articolaio della Civiltà Cattolica sia, letterariamente almeno, disonesto, lo prova a luce meridiana il seguente fatto. Nel quaderno del 3 marzo 1883 l'articolaio si è messo in testa di provare (risum teneatis), colla scorta delle profezie, che gli Ebrei abbiano una malattia speciale. La sua corta intelligenza non gli ha permesso di comprendere che le malattie, le piaghe che Mosè minaccia agli Ebrei (Deut. xxviii, 61. Cfr. Salmo xliv, e lxxiv) sono appunto le calunnie orribili che scrittori senza fede e senza coscienza scagliano contro di loro e le persecuzioni atroci che ne sono conseguenza, malattie e piaghe di cui però Ezechiele (xxvi, 13–15) ha anche predetto la fine. Ciò non comprendendo l'articolaio e volendo dimostrare che una malattia speciale affligge gli Ebrei, è andato a scavar fuori una dotta memoria di un medico francese, il dott. Fernando Castelain, La circoncision est-elle utile? e siccome intendeva giovarsi di questa memoria contro gli Ebrei, impudentemente e scientemente mentendo, comincia dall'affermare che il Castelain sia ebreo. Dopo di che, con quella buona fede che gli è speciale, l'autore fa dire al dott. Castelain, che vi è une maladie très repandue chez les Juifs, sciocchezza che l'autore, non ebreo ma cattolico apostolico romano, non si è mai sognato di dire, avendo egli soltanto affermato che gli Ebrei allorchè vivevano nei loro paesi (cioè venti e più secoli addietro) andavano soggetti ad una speciale malattia, prodotta dal clima, per antivenire la quale venne loro ordinata la circoncisione.
Ribadiamo quindi sul viso all'articolaio l'accusa di disonestà letteraria, e siccome egli veste un abito che non gli consente di chiedere una di quelle riparazioni che s'usano fra gentiluomini, glie ne offriamo una di altro genere, e lo preghiamo di dichiarare nella Civiltà Cattolica se la accetta, o meno. Depositi egli nelle mani dell'Eminentissimo Alimonda mille lire, diecimila ne depositeremo noi. Se il dott. Castelain è ebreo, le nostre diecimila lire andranno a beneficio di quell'Opera pia che l'articolaio designerà, se è cristiano designeremo noi l'Opera pia cui andranno le mille del reverendo articolaio. Ben inteso che nel primo caso faremo ammenda onorevole e gli chiederemo scusa di ogni nostra parola men che cortese, nel secondo ci riserbiamo il diritto di proclamarlo, sempre e dovunque, mentitore e calunniatore. Egli non accetterà però la scommessa perchè sa che provare la menzogna ci sarebbe facile, ma si trincererà dietro la pretesa sua buona fede, perchè crederà più difficile possiamo riunir prove contro di questa. Vogliamo dargli, perciò, qui, un buon consiglio. Non invochi per carità l'attenuante della buona fede; potrebbe pentirsene ed amaramente pentirsene. O taccia, o dica: ho calunniato; sarà meglio per lui.