← Table of contents
Pro Judaeis

Note (249) — IV.

Reading edition

Se crediamo ad una corrispondenza che il Figaro di Parigi riceveva da Vienna in occasione del processo di Nyèregyhaza, questa credenza è ancora abbastanza diffusa, persino a Vienna. Citiamo testualmente:

“Anche a Vienna incontrerete facilmente persone che vi dicono coll'aria la più ingenua: Come, non lo sapete? tutti gli anni a Pasqua allorquando gli Ebrei si accingono ad impastare i loro pani rituali detti azimi, essi hanno l'abitudine di aromatizzare uno di questi pani col sangue di una vergine cristiana. Questo pane, sacro fra tutti gli altri, serve a tutto il giudaismo, e se ne distribuiscono dei pezzetti in tutta la superficie del mondo.

“Altri aggiungono che ogni anno la vergine viene fornita da una comunità diversa. Si estrae a sorte, fra le varie comunità, a chi spetti il dovere di rubare il fanciullo, di proceder alla panificazione religiosa e di far pervenire agli ortodossi del mondo intiero una briciola della sacrosanta focaccia, profumata secondo le regole del Pentateuco e dotata di quel sapore particolare che si vuole prescritto dal Talmud; sicchè ora l'incarico spetta alla comunione di Francoforte, ora a quella di Gerusalemme, di Parigi, di Salonicco e via dicendo.”

Se così si pensa a Vienna, qual meraviglia che in Romania, in Moldavia, in Russia, in Polonia, la stessa credenza persista con tanta intensità che, dice uno scrittore russo, “allo avvicinarsi della Pasqua il terrore dei contadini non è punto simulato”?

Return to IV.
Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings