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Pro Judaeis

Note (91) — II.

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Usiamo espressamente in questo caso la parola rinnegato anzichè quella di convertito, perocchè altrettanto ci sembrano degni di rispetto e di venerazione coloro che, mossi da profonda convinzione, abbandonano la fede avita per abbracciare quella che credono migliore, e si adoperan poi con mezzi di carità a procacciare ciò che essi reputano la salvezza morale dei loro antichi correligionari, altrettanto sentiamo disprezzo ed esecrazione per coloro che, da qualsivoglia sentimento mossi, scagliano calunnie contro la fede in cui sono nati ed in cui vissero i loro genitori. Ai convertiti come i Lehmann, i Ratisbonne, i Pasquali ogni onesto deve rispetto; ai rinnegati come il Medici, come il Padre Alfonso Spina, rettore dell'Università di Salamanca, il quale nel Fortalitium fidei afferma — e niuno più di lui sapeva di mentire — che gli Ebrei perdono ogni mese una certa quantità di sangue, a tutti coloro infine dei quali il Talmud ha detto: Tal fiata si toglie dalla foresta un tronco per farlo manico a scure che ne abbatta tutti gli altri (Sanhedrin iv), sia condegna mercede il fico di Giuda.

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