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Orígenes de la novela, Tomo III

Note 359 — XI

Reading edition

Vid. especialmente la novela 51 de la 2.ª parte: Isabella da Luna, spagnuola, fa una solenne burla a chi pensava di burlar lei.

«Fra l'altre che a Roma sono, ce n'e una; detta Isabela da Luna, Spagnuola, la quale ha cercato mezzo il mondo. Ella andò alla Goletta e a Tunisi; per dar soccorso ai bisognosi soldati, e non gli lasciar morir di fame. Ha anco un templo seguitata la Corte dell' Imperadore per la Lamagna e la Fiandra e in diversi altri luoghi... Se n' è ultimamente ritornata a Roma, dov' è tenuta, da chi la conosce, per la più avveduta e scaltrita femmina che stata ci sia già mai. Ella è di grandissimo intertenimento in una compagnia, siano gli uomini di che grado si vogliano, perciocchè con tutti si sa accomodare e dar la sua a ciascuno. E' piacevolissima, affabile, arguta, e in dare à tempi suoi le risposte a ciò che si ragiona prontissima. Parla molto bene Italiano; e se è punta, non crediate che si sgomonti, e che le manchino parole a punger chi la tocca; perchè è mordace di lingua, e non guarda in viso a nessuno, ma dà con la sue pungenti parole mazzate da orbo. E' poi tanto sfacciata e presuntuosa, che fa professione di far arrossire tutti quelli che vuole, senza che ella si cangi di colore». (Novelle di Matteo Bandello, Milán, 1814, tomo VI, pp. 518-519).

Todas las señas de este retrato convendrían perfectamente á la Lozana, si la cronología lo permitiese. Pero no siempre fueron afortunadas las andanzas de Isabel de Luna en Italia. Véase la novela 17 de la parte IV del mismo Bandello, Castigo dato a Isabella Luna meretrice, per la innobedienza ai comandamenti del Governatore di Roma. (tomo IX, pp. 283-290).

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