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Novelle e ghiribizzi

IL COLLARE DELLA SS. ANNUNZIATA

Reading edition

TRAGEDIA DI UN VERISTA IN TRE ATTI

PERSONAGGI

Lo Shach di Persia.

Il Gran Visir.

Il principe Mohamed Mirza, Ministro per i finimenti e la sella del cavallo.

Il principe Osman, preparatore della pipa e del caffè.

Il ministro degli affari esteri del regno d'Italia.

Grandi del regno di Persia, il Boja, e Popolo.

La scena ne' primi due atti è a Torino nelle stanze destinate allo Shach per il suo soggiorno; nel terzo a Teheran.

ATTO PRIMO

Scena Prima.

Lo Shach e il Gran Visir. Lo Shach è accoccolato in terra e sta fumando.

Shach—Questo Re d'Italia è bravo e cortese.

Gran Visir—Ed amato dal suo popolo.

Shach—Come c'entra il popolo? Chétati.

Gran Visir—(Fa profonda riverenza)

Shach—Ed il Kan di questi preti di Torino è bravo anche lui. Dágli 500,000 franchi per il suo Shach, che è prigioniero in Roma.

Gran Visir—Gli mangerà mezzi per sè.

Shach—Chétati.

Gran Visir—(Fa profonda riverenza)

Scena Seconda.

Osman e detti.

Osman—Sire, c'è qua il Ministro degli affari esteri del regno d'Italia.

Shach—(Accenna che può entrare)

Scena Terza.

Il Ministro degli affari esteri e detti.

Il Ministro—(Fa tre profondissime riverenze) Sacra Maestà, il mio augusto signore, se V. S. M. lo permette, ha mandato per il suo Gran Visir il Collare della SS. Annunziata. Posso io presentarglielo?

Shach—(Senza muoversi nè smetter di fumare) Presèntalo.

Gran Visir—E io posso...

Shach—Píglialo.

(Il Ministro fa entrare due araldi dell'Ordine che portano su un bacile d'argento il Collare: il Gran Visir s'inginocchia, e il Ministro glielo mette al collo, mentre lo Shach guarda ogni cosa facendo bocca da ridere. E cala il sipario)

FINE DELL'ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO

Scena Prima.

Lo Shach e il Gran Visir.

Il Gran Visir ha il Collare.

Shach—Pare che tu sia più ambizioso di codesto Collare, che delle decorazioni del Leone e del Sole.

Gran Visir—No, sire; ma tuttavía è cosa di molto onore. Chi ne è insignito diventa cugin del Re.

Shach—(Ridendo ironicamente) Oh, anche tu dunque hai qualche cosa di regale... Fatti in qua che veda cotesta catena. C'è delle lettere: che sono?

Gran Visir—Per tutto ci sono queste quattro lettere F. E. R. T.; e uno di questi grandi del regno mi ha detto che l'Ordine dell'Annunziata è antichissimo, che fu istituito quando un principe di Savoja prese d'assalto Rodi, e che quelle lettere significano Fortitudo ejus Rhodum tenuit.

Shach—Espugnò Rodi? E chi lo teneva Rodi? Gente del nostro sangue, della nostra religione... (Con isdegno)

Gran Visir—(Tutto spaurito e tremante) Sire... Maestà...

Shach—(Ridendo ironicamente) Il Re d'Italia la poteva spender meglio... O lo ha fatto per ischerno?...—Va via, e mandami Mohamed. (Il Gran Visir parte)

Scena Seconda.

Mohamed Mirza e lo Shach.

Mohamed—(Si prosterna a terra senza parlare)

Shach—Sta su. (Mohamed si alza) Dimmi un po': cos'è questo Collare... questa Annunziata?...

Mohamed—Sire... Direi... Non so...

Shach—Di', e di' súbito.

Mohamed—Il Gran Visir ha fatto male ad accettarlo: è quasi atto di ribellione. Ora si è imbrancato con quasi tutti i capi rivoluzionari... Lanza, Ricasoli, ecc.

Shach—Ribellione!! Rivoluzionari!!—Tágliali la testa.

Mohamed—Sire! qui non è prudenza il farlo. E poi dice che quel collare è fatato, e chi lo porta al collo non può esser decapitato. (Così gli verrà voglia di provare.)

Shach—Vo' provar súbito: mándamelo qua.

Mohamed—Sire...

Shach—(Stato un po' sopra pensiero) Basta, ora dissimuliamo, e divertiamoci un poco alle sue spalle. Vallo a chiamare; e secóndami.

Scena Terza.

Gran Visir e detti.

Shach—Cugino del Re? Rivoluzionari? Te lo darò io!...

(Entrano tutti lieti Mohamed ed il Gran Visir)

Shach—Mi era venuto qualche sospetto; ma il tuo amico Mohamed gli ha tutti dissipati. Gòditi il Collare; e io me ne rallegro, perchè è alto onore che un mio vassallo sia cugino di un Re. Tornati a Teheran, farò di ciò solenne festa. Tu, Mohamed, fagli atto di riverenza, e baciagli il piede.

Mohamed—(Ubbidisce e dice fra sè) A Teheran ci riparleremo!

FINE DELL'ATTO SECONDO.

ATTO TERZO

Scena Prima.

Lo Shach e Mohamed.

Shach—Quel Gran Visir mi dà sospetto.

Mohamed—Sire, e' cerca di farsi amare dal popolo. Nel viaggio d'Europa si è innamorato di quella falsa civiltà, nemica dei Re... e va più sul sicuro, perchè sa che quel Collare gli salva il collo.

Shach—Vedremo se è più potente il Dio de' Persiani o quel dei Cristiani. Oggi c'è' il gran convito ordinato a festeggiare il mio ritorno, e le onorificenze ottenute dal Gran Visir. Pensa che tutto vada in regola.

Mohamed—(Fa profonda riverenza e parte)

Scena Seconda.

Lo Shach e il Gran Visir.

Gran Visir—(Entra tutto affannato) Sire, il popolo vuol vedere la vostra sacra persona...

Shach—Il popolo? Che cos'è il popolo? È roba da Europa questa: e badiamo che sia la prima e l'ultima volta che odo sulle tue labbra questa parola. In Persia non c'è altri che lo Shach e i suoi schiavi. (E fingendo buon umore) Oggi debb'esser giorno di letizia, nè voglio pensare a cure di regno.

Mohamed—(Entra tutto ansante) Sire, per varie strade di Teheran si sono udite delle grida di sedizione.

Shach—Dillo ai carnefici, e fa che non risparmino nessuno.

Gran Visir—Maestà, la clemenza è la più bella virtù dei Re.

Shach—Cose da Europa! Tu, Mohamed, va, e fa il tuo dovere; e tu, Visir, fa' di venir al convito con tutte le tue decorazioni e specialmente col Collare.

Scena Ultima

Lo Shach e tutti i grandi del regno sono a una tavola sontuosissima, ed il convito è quasi al suo fine. Il Gran Visir ha il Collare dell'Annunziata. Fatte molte libazioni in onore dello Shach, il principe Mohamed Mirza si alza e dice:

Mohamed—Si beva alla salute del Gran Visir...

Shach—(Si alza con atto di ferocia, dicendo) Al Gran Visir il brindisi che merita glielo farò io. Esso avrebbe preso gusto alla civiltà europea: almanacca già con le idee di clemenza, di diritti del popolo, di libertà. (Qui il povero Visir diventa bianco come un panno lavato, e trema come una vetta) Già si vanta cugino di Re; e chissà fin dove giunge la sua ambizione: e lo fa con sicurtà, fidandosi in quel Collare che gli vedete al collo, insegna d'un Ordine cavalleresco fondato per ricordare una vittoria di Cristiani sopra Musulmani; e che secondo la religione cristiana è incantato, e chi lo porta al collo non può essere decapitato. (Atti di orrore fra tutti quei grandi) Ma Dio è grande, ed io farò vedere chi ne può più, o gli incantesimi de' Cristiani, o la fede e la forza de' credenti. (Volgendosi al Boja) Aly, tagliagli la testa.

(Il carnefice viene innanzi, piglia per i capelli il Visir, lo trascina nel mezzo della sala, e con un colpo di scimitarra gli fa cadere la testa a' piedi. Allora lo Shach alzando gli occhi e le braccia al cielo esclama:)

—Dio è grande: la Persia è salva.

(Tutti ripetono quegli atti e quelle parole, e cala il sipario)

Fine della tragedia.

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