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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. III

Note 424 — LIBRO SECONDO (continued 5)

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Questi frammenti di bozze (dei libri II, IV, VI e VII), sono pubblicati nel vol. II delle Opere (P. M.), col titolo: Frammenti autografi delle Istorie fiorentine. Il signor Passerini credette in sul principio d'avere scoperto una parte dell'autografo definitivo dell'opera; ma avvertito dell'errore in cui era caduto, pubblicò prima le storie, poi le bozze, senza istituire confronti di sorta; e così queste riescono assai poco utili, quando potevano giovare a porre in nota alcune varianti, ed a fare, col confronto, vedere in che modo il Machiavelli correggeva e migliorava il suo stile. Citiamo qualche esempio, ponendo in corsivo le parole mutate o trasposte, senza tener conto delle diversità di ortografia, che nelle Storie varia secondo gli editori.

Bozze (Opere (P. M.), vol. II, pag. 1): «Mediante il quale si edificavano di nuovo e d'ogni tempo assai terre e città.»

Storie (Opere, vol. I, pag. 62): «Mediante il quale di nuovo e d'ogni tempo assai terre e città si edificavano.»

Bozze (Opere (P. M.), vol. II, pag. 1): «Perchè, oltre allo essere cagione questo ordine, che nuove terre si edificassero, rendevano il paese vinto al vincitore più sicuro, e riempitosi di abitatori i luoghi vôti, si mantenevano nelle province li uomini ben distribuiti.»

Storie (Opere, vol. I, pag. 62): «Rendeva il paese vinto al vincitore più sicuro, riempiva di abitatori i luoghi vuoti, e nelle province gli uomini bene distribuiti manteneva.»

Bozze (Opere (P. M.), vol. II, pag. 1): «Perchè questo ordine solo è quello che fa gl'imperii più securi, e che le province, come è detto, mantiene copiosamente abitate, per essere gli abitatori di quelle meglio distribuiti.»

Storie (Opere, vol. I, pag. 62): «Perchè quest'ordine solo è quello che fa gl'imperii più sicuri, e i paesi, come è detto, mantiene copiosamente abitati.»

Bozze (Opere (P. M.), vol. II, pag. 5): «Era nella famiglia dei Donati una donna vedova, ricca e nobilissima, la quale aveva una figliuola di bellissimo aspetto, e disegnava in fra sè di darla per moglie a messer Buondelmonte, cavaliere giovane e della famiglia de' Buondelmonti capo.»

Storie (Opere, vol. I, pag. 66): «..... una donna vedova e ricca, la quale aveva una figliuola di bellissimo aspetto. Aveva costei in tra sè disegnato a messer Buondelmonte cavaliere giovane e della famiglia de' Buondelmonti capo maritarla.» Poco più basso parlando della stessa giovane, muta la parola formosità in bellezza, che è assai più semplice.

Bozze (Opere (P. M.), vol. II, pag. 30): «Noi siamo certi, Magnifici Signori, che le nostre parole saranno stimate assai da le Signorie vostre.... Questo vostro commissario non ha d'uomo altro che la presenzia, nè di Fiorentino altro che la lingua e lo abito.... Stuprò le donne, viziò le vergini et trassele dalle braccia delle madri.»

Storie (Opere, pag. 234 e 235): «Noi siamo certi, Magnifici Signori, che le nostre parole troveranno fede e compassione appresso le Signorie vostre.... Questo vostro commissario non ha d'uomo altro che la presenza, nè di Fiorentino altro che il nome.... Stuprò le donne, viziò le vergini, et trattele dalle braccia delle madri, le fece preda de' suoi soldati.»

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