Note 162 — INTRODUZIONE (continued 3)
Reading edition
Questa libreria rubata poi dal duca Valentino, e più tardi acquistata da Alessandro VII, trovasi ora nella Vaticana. Brevemente ne parla il Castiglioni nel suo Cortegiano; ma Vespasiano ne discorre a lungo e va in estasi descrivendola. «Solo a questo duca è bastato l'animo di fare quello che non è ignuno che l'abbia condotto da anni mille o più in qua, d'avere fatta fare una libreria, la più degna che sia mai istata fatta da quello tempo in qua.... E ha preso quella via che bisogna pigliare a chi vuole fare una libreria famosa e degna come questa.... E che lettere! e che libri! e come degni! non avendo rispetto a spesa ignuna (Vita di Federico duca d'Urbino, § XXVII e XXVIII).... In quella libreria i libri tutti sono belli in superlativo grado, tutti iscritti a penna, e non v'è ignuno a stampa, che se ne sarebbe vergognato; tutti miniati elegantissimamente, e non v'è ignuno che non sia iscritto in cavretto.» Ma il pregio principale era l'ordine con cui fu composta, contenendo i principali autori antichi e moderni in tutto lo scibile, e non molti esemplari d'uno stesso autore, ma una copia di ciascuno, nè «ci manca una carta sola delle opere loro che non ci sia finita.» (Ivi, § XXXI).