Note 68 — IL QUARANTOTTO E LE CINQUE GIORNATE.
Reading edition
Una nota apposta dall'egregio Massarani al suo bello ed onesto libro su Carlo Tenca (pag. 424.) sembra accennare ad un episodio consimile, quando non fosse l'identico; con questa differenza, che, invece del Carcano e del Fava, sarebbe stato lo stesso Tenca a portare, dietro preghiera del Correnti, il proclama da stampare al tipografo Guglielmini. Siccome la nota è tolta dagli stessi manoscritti del Tenca, noi teniamo la cosa come indisputabile. D'altro canto, chi ha riferito a noi questa particolarità e questi nomi è per ogni verso autorevole, oltrechè è il solo vivo fra tanti morti. Egli, se vorrà o potrà, ha modo di schiarire l'episodio. Fino a questi schiarimenti, a noi non urta affatto il credere che si tratti di due proclami diversi od anche di due copie dello stesso proclama, portate dal Correnti a più amici, per meglio garantirne la stampa. La situazione, l'urgenza, la stessa indole del Correnti renderebbero perfettamente credibile siffatta combinazione.