Note 243 — LETTERE DI LODOVICO ARIOSTO (continued 2)
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Di Domenico d'Amorotto (o Morotto) di Carpineti, figlio di un oste, che, reso temibile per delitti di sangue e straordinario ardimento, tentò più fiate, alla testa de' suoi ribaldi seguaci, d'invadere Reggio, e, quantunque respinto e cercato a morte, ebbe due volte dal Guicciardini governatore papale, per farlo a sè favorevole, il commissariato della montagna Reggiana, parla a lungo il Panciroli nella Storia di Reggio, e Tomasino de' Lancellotti nella Cronaca di Modena. Francesco Rococciolo in fine di un suo poema latino intitolato Mutineis, che si conserva ms. nella Bibl. Estense di Modena, tocca pure dell'Amorotto.