Note 346 — DUE STANZE COLLE QUALI INCOMINCIA UN CODICE SINCRONO POSSEDUTO DAI SIGG. EREDI ROSSI DE' CINQUE CANTI DELL'ARIOSTO PUBBLICATI LA PRIMA VOLTA IN VENEZIA NEL 1545 DOPO L'ORLANDO FURIOSO
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Questa stanza ommessa sempre ai Cinque canti veniva a togliere ad essi quella súbita imperfezione che apparve tanto disgustosa ai successivi editori, da far loro tralasciare anche la stanza seguente. Credo per altro che la prima fosse avvertitamente soppressa da Virginio figlio del poeta, che diede questi Canti da stampare ad Antonio Manuzio, sia perchè in massima parte è conforme alla stanza 45, canto XL ed ultimo, ediz. 1516 (corrispondente alla 68, canto XLVI, ediz. 1532), sia per mostrarcelo d'un tratto componimento manchevole e non già una continuazione regolare del Furioso. L'Ariosto compose, almeno in parte, i Cinque canti quand'era Commissario in Garfagnana, 1522-25 (v. Prefaz., p. CXXI), con intendimento di servirsene in una terza ristampa del suo poema, da condurre in cinquanta canti fino alla rotta di Roncisvalle, come fu detto da Galasso fratello del poeta; poi ne dimise il pensiero per attendere unicamente a rivedere e ampliare in miglior modo il Furioso, il quale restò compitissimo colla guarigione d'Orlando e la morte di Agramante. Il prof. Adolfo Gaspary ha creduto poter fissare che i Cinque canti rannodavansi al poema colla prima stanza da me riportata e che li abbandonò per sostituirvi gli ultimi impedimenti famigliari al matrimonio di Ruggiero con Bradamante (Zeitschrift für roman philologie, III, p. 232); ma non essendo essi in relazione coi fatti narrati in antecedenza, restano dunque un tentativo di più vasto lavoro che non ebbe seguito, sebbene l'Ariosto vi tornasse sopra parecchie volte, come si rileva dalle varie lezioni che presentano i mss. e che vennero raccolte dal Barotti (Venezia, 1766), dal Molini (Firenze, 1822) e da me (2ª ediz. di Bologna, 1866).